Al cinema

I film nelle sale
Home video

I film in home video
Sempreverdi

I film che non si dimenticano

The Departed
di Marzio

La trama

Colin Sullivan diplomatosi a pieni voti nell'Accademia di polizia, entra a far parte del dipartimento di polizia di South Boston. Il ragazzo. particolarmente arrivista, in breve diventa il pupillo dei suoi capi, ricevendo l'ingrato compito di indagare sulla talpa che si nasconde all'interno del dipartimento stesso, infiltrata dal boss Frank Costello. Colin ce la mette proprio tutta, peccato che l'agente che rende inafferrabile il terribile boss, sia proprio lui... Billy Costigan, appena diplomatosi nell'Accademia di polizia, è giovane ma porta già su di se l' enormi ferite della vita: padre quasi mafioso e madre borghese, cerca di fuggire da una infanzia triste e da un'adolescenza costellata di violenze ed aggressioni. Scartato ufficialmente dal dipartimento di polizia di South Boston, gli viene concessa un' ultima possibilità di mettere in pace la propria coscienza e chiudere definitivamente i conti con il passato: agire come infiltrato nel clan di Costello e smascherare l'informatore del boss che si nasconde negli ambienti della Polizia. Billy contro Colin, quindi, chi riuscirà per primo a smascherare l'altro e far prevalere il bene (le forze dell'ordine che dovrebbero in teoria stare dalla parte dei cittadini) o il male (il terribile Costello ed i suoi loschi traffici di droga e microprocessori) ?. E l' FBI, la potente agenzia investigativa federale, siamo sicuri che sia proprio pulita o non protegga il Boss che stranamente sembra sempre sul punto di essere incastrato ma la finisce sempre per farla franca ?. Certo il confine tra bene e male si rivela ben presto labile, visto che i due irlandesi si innamorano della stessa donna, una psicologa in forza alla polizia di Boston che entra in crisi perché costretta a fare una scelta razionale che si rivelerà sbagliata ed ambedue (seppur per interessi diversi e contrastanti), da un certo momento in poi cercheranno di dare la caccia al boss per liberarsene. Riusciranno i nostri eroi (si fa per dire) a liberarsi di quel boss con quel ghigno beffardo che filosofeggia sulla vita, privandone i suoi suoi avversari (i temibili mafiosi italiani), perché è convinto di poter dominare tutti e tutto con la violenza del suo potere ?.

La recensione

Prendi un soggetto non del tutto originale (è il remake dell'asiatico Infernal Affairs, dallo ad un qualunque regista americano, magari proveniente dal mondo dei telefilm, e ne fa il solito action movie usa e getta, da guardare con gli amici a casa in dvd tra una chiacchiera e l'altra. Affidane la regia a Martin Scorsese e ne fa uno dei film più affascinanti e meglio riusciti degli ultimi tempi. The Departed è uno di quei film che non solo coinvolgono lo spettatore sino all'ultima scena ma lo spiazzano riuscendo meravigliosamente a trovare il giusto mix tra le scene di azione e quelle più intimiste. Il messaggio del film qual'è ?, ci si chiedeva negli anni '70 alla fine della proiezione di qualsiasi film, dando vita al solito dibattito alla cui fine ognuno rimaneva della propria idea. Ebbene sappiate che in quest'ultima opera di Scorsese non c'è, a meno che non si voglia considerare come tale il solito conflitto tra il bene e il male, tra il buono ed il cattivo che ormai è presente in ogni action movie che la tv ci propone. Nonostante questo The Departed è un film splendido che finalmente, dopo i controversi e non del tutto riusciti Gangs of New York e The Aviator ci restituisce uno Scorsese in forma smagliante. Sembrava che il regista italo americano negli ultimi tempi avesse perso l'ispirazione; un po' quello che è successo a Woody Allen prima di Match point, e qui da noi a Marco Bellocchio rinato dopo L'ora di religione; lo stesso che sta accadendo a Gianni Amelio che pur affrontando tematiche sociologicamente importanti, sembra girare sempre lo stesso film. Scorsese da grande cineasta, si ritira discreto con la sua macchina da presa dietro una metaforica finestra, preferendo lavorare per sottrazione. E' sempre lo Scorsese di Mean Street, quello di Quei bravi ragazzi che mostra di conoscere alla perfezione la violenza dei sobborghi delle grandi metropoli americane; sposta solo l'attenzione sulla comunità irlandese, dopo aver abbondantemente descritto quella italiana, analizzandone lo stile di vita, la filosofia quotidiana ma soprattutto mostrando come sia difficile vivere in quei luoghi, in mezzo a tanta povertà e delinquenza. La grande intuizione del regista italo americano è però quella di lasciare campo libero alla sceneggiatura, scritta da William Monahan; dialoghi sublimi (quelli tra la psicologa e Billy/Di Caprio su tutti), grande attenzione nel descrivere la psicologia dei personaggi (in particolare anche quelli apparentemente di secondo piano come il capo del dipartimento di polizia, interpretato da Martin Sheen ed il duro ma lungimirante sergente di polizia), dovrebbe essere studiata non solo nelle Scuole di cinema ma in qualunque Università in cui si insegna Letteratura. Scritta benissimo seduce ed avvince gli spettatori anche nei piccoli particolari (chi muore nel film viene sempre ucciso con un colpo di pistola alla testa, seguendo un ragionamento criminale ma filosofico al tempo stesso, fatto ad inizio del film. Ma una sceneggiatura, seppur notevole, non sarebbe bastata a fare di The Departed un grande film, senza la forza di un montaggio assolutamente perfetto. Non solo lo spettatore non fa nessuna fatica a seguire la storia ma lo scoppio della violenza (mai fine a se stessa) è il risultato quasi sempre logico dei ragionamenti fatti dal terribile boss Frank Costello. Come sempre, nei film di Scorsese, la scenografia è perfetta e funzionale alla storia ma stavolta non è ingombrante come in Gangs of New York, dove il nostro Dante Ferretti aveva fatto sì un ottimo lavoro ma sin troppo imponente. In quel film risultava essere preponderante su tutto il resto, avvilendo un po' troppo la trama e la storia ed infatti Gangs of New York si ricorda essenzialmente per il sontuoso impianto scenico. In questo The Departed è più dicreta nel fare da splendida cornice ad una storia vibrante e violentemente bella.

Il Regista e gli attori

Gore Verbinski

Scorsese, un po' come il recente Martin Scorsese di Inside man, dimostra che un regista è veramente grande quando sa accettare le sfide delle grandi maiors, rimanendo sempre (o quasi) se stesso. Gira un grande gangster movie, affrontando quel cinema di genere che purtroppo, qui da noi, si sta solo di recente tentando timidamente di rispolverare. Si serve di attori bravissimi come Leonardo Di Caprio, nella parte di Billy che ormai si è aggiunto a De Niro nel cuore del cineasta italo americano; Matt Damonformidabile in quelli del freddo infiltrato di Costello; Martin Sheen e Alec Baldwin eccezionali comprimari che dimostrano, ancora una volta, come per la riuscita di un film (in particolare di genere), sia necessario un cast equilibrato dove sia dato il giusto spazio a tutti i protagonisti. Questo perché un film di genere è veramente efficace quando i personaggi riescono ad imprimersi nel ricordo degli spettatori, anche successivamente alla visione. Grandissimo Jack Nicholson, nella parte del boss Costello, cinico, cattivo, molto simile a quel Joker (eterno nemico giurato di Batman), da lui stesso già interpretato. Un oscar, come attore non protagonista, lo merita senz'altro mentre quello da protagonista dovrebbe essere assegnato di diritto a Leonardo Di Caprio.

La scheda del film

Regia: Martin Scorsese.
Con: Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Martin Sheen, Alec Baldwin, Mark Wahlberg.
Distribuzione: Medusa.
Genere: Drammatico
Sito ufficiale

Link
I nostri link
Gossip
L'angolo dell'indiscreto
I protagonisti
Gli uomini che hanno fatto
la storia del cinema
Pazza l'idea
Come siamo nati