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Stanno tutti bene |
La trama |
Un'anziano vedovo siciliano, dopo aver atteso inutilmente la visita dei propri figli in una stazione balneare, decide di far loro una sorpresa, recandosi egli stesso a trovarli. Comincia così un viaggio in treno col quale dovrà attraversare quasi tutto il continente italiano per toccare le città in cui essi vivono: Napoli, Roma, Firenze, Milano.
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| La recensione |
E' il melanconico racconto della solitudine di un uomo che, dopo aver speso la propria vita in funzione della felicità dei propri figli, scopre via via, in questo simbolico itinerario dal Sud verso il Nord, di non aver raggiunto questo scopo. Un figlio scomparso che lui crede in prigione, morto invece suicida; una delle figlie ragazza madre; tutti comunque pronti a mentirgli per non dover confessare le loro aspirazioni disattese.
Attraverso le conversazioni con la moglie morta, alla quale racconterà che i figli "stanno tutti bene", e attraverso gli incontri con le persone alle quali cerca di narrare dei suoi cinque bambini chiamati con i nomi di personaggi della lirica, il protagonista esprime il bisogno interiore di contatto, di dialogo, tipico di chi conduce una vita solitaria e abitudinaria. Ma situazioni e battute fanno riflettere sul significato stesso dell'esistenza. Si vivono nel film piccoli flash gustosi, ironici e talvolta surreali: il bambino di pochi mesi che sta buono solo fissando la televisione, così il nonno, quando l'apparecchio si guasta, risolve il problema mettendolo davanti alla lavatrice in funzione; l'uomo che gli dice, per chiedere l'elemosina, di avere tre figli, al quale con estremo candore risponde di averne cinque; la risposta "E' grave?" alla domanda "Lei è siciliano?"; la sua richiesta "Mi domandi dove sto andando" a chiunque incontri; il blocco del mondo quando al telefono gli risponde una segreteria telefonica; le sue visioni in cui parla con i figli adulti ma con la fisionomia di quando erano bambini. E tutte le aspettative di un padre che si riassumono in questa battuta:" Quando sono piccoli non vedi l'ora di vederli grandi. Quando sono grandi per te continuano ad essere dei bambini".
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| Il Regista e gli
attori |
Giuseppe Tornatore |
Giuseppe Tornatore ha creato un film permeato di tristezza e di ironia, per raccontare l'alienazione e l'indifferenza della società odierna; ma la sua maestria si esprime nella poetica atmosfera di sogno con cui l'ha "vestito", la stessa atmosfera che ritroviamo nel suo capolavoro "Nuovo Cinema Paradiso".
Marcello Mastroianni, il protagonista, è semplicemente straordinario. Fu amato dai grandi registi del passato (Fellini, Scola, ....) e dai giovani registi, ai quali diede la stessa fiducia e disponibilità (come con Francesca Archibugi in "Verso sera"). Buone le interpretazioni dei figli (anche dei piccoli attori nella versione "bambini") e un'attenzione particolare per Michele Morgan, nel ruolo di un'anziana signora che intraprende un lungo viaggio organizzato dal suo pensionato solo per vedere, per qualche minuto, il mare autunnale.
Poppea
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