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Sotto corte marziale |
La trama |
Ardenne, seconda guerra mondiale, Tommy Hart, giovane ufficiale dell'esercito americano, figlio di un noto senatore degli Stati Uniti, cade nelle mani dei soldati del terzo Reich e viene internato in un campo di concentramento. Il folto gruppo di prigionieri americani, in quel campo, è sotto la responsabilità del generale William McNamara , figlio di un'eroe di guerra. Quando un soldato americano dedito a loschi traffici non solo con gli altri prigionieri ma anche con gli aguzzini nazisti, viene trovato ucciso a pochi passi dalla baracca americana, i sospetti ricadono su un giovane pilota dei marines. Il dubbio che non solo i nazisti ma anche gli altri prigionieri americani lo ritengano colpevole solo perchè il colore della sua pelle è nero, si insinua fortemente in Tommy che riceve dal generale McNamara l'improbo incarico di difendere l'accusato in un processo organizzato nel teatro del campo di concentramento, per soddisfare la voglia di spettacolo dei carcerieri nazisti. Quando Tommy scoprirà la verità, si renderà conto che forse non è il momento giusto per rivelarla...
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| La recensione |
Lo aspettavano con ansia, lo invocavano come la loro salvezza, ecco finalmente arrivare sui nostri schermi questo Sotto corte marziale che sembra fatto apposta per essere la classica vittima sacrificale da dare in pasto a quei critici costretti ad essere eccessivamente teneri e carini nei confronti del sopravvalutato Spider-man. Finalmente un film su cui tranquillamente potersi lanciare come orde fameliche, criticandolo a più non posso e facendogli pagare la colpa di essere uscito, quasi contemporaneamente, al fiacco e spento film sull' Uomo ragno. E giù accuse pesantissime sulla retorica militare, filo americana, con il generale McNamara che per dimostrare quando gli States siano democratici, lancia il cibo ai poveri prigionieri russi. Per non parlare di quella grotta scavata dai prigionieri americani per fuggire dal campo di concentramento e mettere in atto un piano di sabotaggio, sin troppo illuminata e somigliante, piuttosto, ad una catacomba di S.Gennaro in attesa della solita visita guidata domenicale. Il finale, poi, in cui un pò tutti, parafrasando quasi quel noto spot di una marca di preservativo un tempo in voga (ve lo ricordate è mio, è mio...) si autoaccusano del delitto (son stato io, son stato io...), sarebbe un classico esempio di come metri e metri di pellicola possano essere, inutilmente, sprecati. A parte quella sul finale troppo retorico e patriottico su cui si può largamente convenire, sulle altre critiche ci sia permesso di dissentire. In quella grotta scavata sotto il teatro le luci saranno troppo intense ma è pur vero che film come Titanic, Il gladiatore e lo stesso Spider-man, abbondano di imprecisioni e di errori, tanto da far la gioia di siti specializzati che tempestivamente hanno provveduto ad enumerarli e segnalarli. Il fatto, poi, che McNamara si dimostri così democratico nei confronti dei prigionieri russi, suoi alleati, è piuttosto il segno che la guerra e la prigionia accomunano più che allontanare chi si trova nella stessa tragica situazione. Sotto corte marziale è un discreto film che parte come bellico per poi diventare una testimonianza di come il razzismo possa essere un fenomeno capace di convivere in ogni conflitto ed in ogni situazione tragica. Il film ha anche il merito di presentare i nazisti in tutta la loro brutale crudeltà, evitando di scadere nel solito macchiettismo forzato. Il capo dei nazisti, colonnello Werner Visser che ha studiato negli States è un'intelligente aristocratico che non ha un briciolo di pietà quando si tratta di uccidere; sembrerebbe avere una moralità, quando cerca di influenzare il processo, un pò perchè non crede nella colpevolezza del tenente di colore, un pò perchè vuole fare un supremo affronto a McNamara ma la sua anima è ormai persa dietro il demone del nazismo. Ed allora il suo personaggio finisce per incutere più timore dei tanti urlanti ufficiali nazisti presenti in altri film sul secondo conflitto mondiale, descritti in maniera troppo estremizzata ed eccessiva, quasi fossero dei personaggi da cartone animato. Il film si fa seguire sino alla fine anche per le attente ricostruzioni delle scene. A parte lo splendido paesaggio innevato delle prime scene, notevole è quella del bombardamento, da parte dell'aviazione americana, del treno con i prigionieri che si salvano disponendosi in modo da comporre la frase P.O.W. (prigionieri di guerra). Il merito di Sotto corte marziale è sicuramente un'altro: l'aver riaperto la strada a quel genere di film medio, di cui, da un pò tempo a questa parte, si erano perse le tracce che strizza l'occhio al botteghino ma che sta attento alla solidità della trama.
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| Il Regista e gli
attori |
Gregory Hoblit |
Buona la regia di Gregory Hoblit, sia nelle scene dei bombardamenti che in quelle ambientate nel campo di concentramento; peccato per l'eccessiva lunghezza delle scene in cui si svolge il processo con quel militare americano rappresentante l'accusa (scommetto che questo non l'avevate notato signori critici...) vestito in maniera eccessivamente impeccabile e troppo tirato a lucido per essere un realistico prigioniero di un campo di concentramento. Bravo Bruce Willis, attore versatile, eclettico che passa con grande disinvoltura dall'action movie, al thriller, al genere drammatico sino alla commedia. Ottima la prova di Colin Farrell nella parte del tenente che difendendo il marines di colore, cerca di riscattare una sua precedente confessione, riguardo alla dislocazione delle armi delle truppe alleate, estortagli con violenza psicologica dagli aguzzini nazisti. In sostanza un film che coinvolge lo spettatore sino al penultimo fotogramma, solo perchè inciampa nell'ultimo, nella solita retorica patriottica e si candida a diventare il capro espiatorio per eccellenza di questa stagione cinematografica. Forza critici, attaccate duramente, prima che la maior di turno non vi imponga pericolose retromarce, costringendovi a celebrarlo. In tante altre occasioni le grandi multinazionali cinematografiche hanno mostrato di avere ed esercitare un immenso potere ricattatorio sulla stampa e non solo...
Marzio
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