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 New York 1799, un poliziotto di chiaro stampo progressista, convinto sostenitore della necessità di reperire prove certe, inconfutabili prima di condannare chi è ritenuto colpevole, viene inviato, un pò per sperimentare le sue nuove tecniche investigative e molto per punizione, a Sleepy Hollow. Qui deve indagare sull'uccisione di tre persone i cui cadaveri sono stati trovati senza testa. Per colmo d'ironia, lui strenue razionalista, si trova a fare i conti con una leggenda del posto; l'autore dei delitti sarebbe il fantasma che si aggira nei boschi di un cavaliere che ha combattuto a fianco degli inglesi. Era temuto da tutti, visto il suo coraggio associato ad una ferocia senza limiti. Caduto in un agguato, viene ucciso e la sua testa mozzata. Secondo la leggenda, sarebbe sepolto nei boschi che circondano il villaggio ma della sua testa non ci sarebbe più traccia. I delitti sarebbero, quindi, opera del fantasma del cavaliere per vendicarsi dell'affronto subito. Morire in battaglia, forse, l'aveva messo in conto ma perdere la propria testa no. E l'investigatore che con molta riluttanza accetta una spiegazione così poco razionale degli omicidi, si convince che gli stessi cesseranno non appena il cavaliere ritrovi la sua testa. Il film è costato moltissimo ed è stato interammente girato negli studi di Francis Ford Coppola, che ne è anche il produttore. Ha incassato al botteghino meno di "The Blair witch projet", film sorpresa della scorsa stagione cinematografica. Eppure come è noiosa la strega di Blair, così è avvincente ed appassionante questo film. E' un film bellissimo, entusiasmante, ottimamente girato e felicemente interpretato.
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| Il Regista e gli attori |
Tim Burton |
 Il regista Tim Burton , per l'ennesima volta dimostra di essere il re del gotico. Stupenda è la ricostruzione del villaggio, tetro, triste, dove si respira aria di cospirazione sin dall'inizio. Coinvolgente è l'avanzare della nebbia che avvolge il paese, accompagnando l'arrivo del cavaliere. Di teste mozzate se ne vedono molte ma, come accade nei film di Tim Burton, la violenza non dà alcun fastidio; è affrontata con ironia, con distacco, senza alcuna compiacenza, quasi facesse parte integrante ed imprescindibile della storia. Bravo Johnny Depp, uno dei migliori attori delle ultime leve holliwodiane, ormai ai livelli di Brad Pitt e di gran lunga più ispirato del sopravvalutato Leonardo Di Caprio. Un vero e proprio cameo l'interpretazione, da parte di Christopher Lee, di un giudice vecchio stampo che non esita a condannare a morte, pur di non avere problemi di ordine pubblico. Come si dice in gergo calcistico, "la classe non è acqua" e quest'attore lo dimostra anche in una piccola parte. Eccezionale, sontuosa è l'interpretazione di Miranda Richardson nella parte della matrigna. Chi scrive ha avuto sempre una predilezione particolare per la professionalità di questa attrice sin dai suoi esordi in Ballando con uno sconosciuto . E' bravissima, sa interpretare con grinta qualsiasi parte le venga affidata; attrice che ha rivelato il suo talento shakesperiano anche in teatro, non è mai stata presa in eccessiva considerazione dal circo holliwodiano. Eppure avrebbe meritato una carriera ben più folgorante, lei attrice vera che sa immedesimarsi così bene nelle parti che interpreta, a differenza di tante sue colleghe più note che si limitano sullo schermo a scimmiottare se stesse. Ma forse è meglio così; si apprezza di più, in tal modo, l'intelligenza di Tim Burton che, scegliendola, ci permette di ammirare le sue grandi doti recitative.
Marzio
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