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Shrek

Vai Shrek, facci volare sulle ali della fantasia! Ancora una volta usciamo dal cinema appagati da un’operazione forse anche commerciale, ma che importa? L’impegno tecnico di questo film è stato notevole, come dimostrano i tre anni di lavorazione della casa di produzione dell’opera, la Dream Works, che non per niente è creatura di Spielberg. La storia è quella di un orco single nella vita e nei sentimenti, soddisfatto della sua forzata solitudine, che viene rovinata da Ciuchino, un mulo parlante e a tratti volante, che vuole a tutti costi l’amicizia di Shrek.Tutti i personaggi delle fiabe (partecipazione straordinaria di: Biancaneve, i sette nani, il pifferaio magico ecc. ecc.) si rifugiano anch’essi nella palude in cui vive l’orco, perché perseguitati da Lord Farquaad. Shrek, non sopportando l’invasione, si reca con Ciuchino dal perfido Lord, che per liberare la proprietà gli chiede in cambio di salvare la bellissima principessa che ha deciso di sposare, non per amore, ma per diventare a sua volta re. L’impresa è ardua ma vittoriosa, e inevitabilmente l’avventura unirà le anime della principessa Fiona e di Shrek in modo indissolubile ... E vissero tutti brutti e contenti! Come molti film d’animazione in questi anni, Shrek consente più letture: quella infantile, di sicuro effetto, quella tecnologica, sorprendente, quella del sentimento, ovvia ma delicata e quella più sottile dell’ironia, insieme ad un altro tipo di comicità più immediata. Il personaggio di Shrek, con la fisionomia di un Ernest Borgnine, gigante buono dall’apparenza crudele, è assolutamente accattivante, soprattutto interpretando il ruolo del perfido a tutti i costi. Così Ciuchino, il mulo parlante (anche troppo), ci conquista con l’aspetto simpatico e tenero sparando contemporaneamente battute godibilissime ad una velocità eccezionale. L’immagine della principessa Fiona, dalle movenze aggraziatissime e dall’espressione ridente a metà tra una Julia Roberts e una Maureen O’Hara, risulta ugualmente credibile e divertente, anche nelle scene paradossali del corpo a corpo con Robin Hood e i suoi uomini. Ma l’incanto del film è dovuto soprattutto a due elementi: la suggestione delle immagini, fantastiche e realistiche al tempo stesso, che hanno sia la profondità e il movimento di una visione reale, sia i colori e la grandiosità dell’immaginazione (bellissimo il castello della principessa), e la dolcezza, per quanto un po’ scontata, di una storia che tocca corde profonde su tematiche come la diversità, l’accettazione degli altri e la solitudine. La chiave di lettura comica risulta brillante, con battute sicuramente a doppio senso, ma esilaranti insieme all’uso di una comicità più immediata, fruibile anche dal pubblico dei piccoli. Film per tutti dunque? Non proprio, perché come già detto da critici più illustri di noi, solo un pubblico adulto, e anche selezionato, apprezza il film in tutti suoi aspetti. Per gli altri resta comunque una visione godibilissima. Piccolo particolare di critica, molto apprezzabile per noi la scelta di doppiare i personaggi con professionisti e non attori di grido, come nella versione originale. Sarà anche che in Italia abbiamo i più grandi doppiatori del mondo, e non c’è bisogno di ricorrere a nomi di richiamo, ma abbiamo trovato questa soluzione molto poco commerciale e a maggior ragione di buon gusto.

Cristica
La scheda del film

Regia: Andrew Adamson, Vicky Jenson
Voci originali:Mike Myers (Shrek), Eddie Murphy (Donkey), Cameron Diaz (Principessa Fiona), John Lithgow (Lord Farquaad).
Distribuzione: Uip
Genere: Animazione/Guerra
Anno:2001

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