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Scoop
di Marzio

La trama

Sondra Pransky, studentessa americana di giornalismo, è in vacanza a Londra, ospite di un'amica. Mancata igienista dentale, dopo una fallita e poco ortodossa intervista ad un regista cinematografico sulla cresta dell'onda, Sondra ha per le mani quello scoop che la lancerebbe nel mondo del giornalismo. Una sera, assistendo in compagnia dell'amica ad uno spettacolo del mago illusionista Sid Splendini, è invitata da questi sul palco per il sempre eterno esperimento del taglio in due della malcapitata di turno. Improvvisamente all'interno dell'armadio di ferro in cui sta avvenendo l'esperimento, si materializza il fantasma di un noto giornalista, i cui funerali si sono appena svolti. Sondra che già temeva per la sua smaterializzazione, inizia seriamente a pensare di soffrire di allucinazioni mentre il de cuius le racconta una vicenda sconvolgente: una segretaria morta in circostanze poco chiare (forse avvelenata) gli avrebbe rivelato l'identità del killer dei tarrocchi che da mesi ormai sta insanguinando il mondo della prostituzione londinese. Sarebbe un rampante miliardario, molto conosciuto nel mondo del jet set e sogno inarrivabile di tante ragazze londinesi per il suo fascino (oltre che ovviamente per il suo conto in banca). Se Sondra vuole fare carriera nel giornalismo deve smascherare il miliardario, assicurandolo alla giustizia. In questa impresa apparentemente impossibile Sondra troverà due preziosi alleati: la sua trascinante bellezza fatta di un corpo mozzafiato avvolto in improbabili golfini, con splendidi occhi chiari che si nascondono dietro occhiali da maestrina ed il ciarliero connazionale Splendini che con i suoi giochi di prestigio cercherà di evitare che la ragazza rimanga vittima dello spietato assassino.

La recensione

Son passati solo pochi mesi dal successo inaspettato (di critica e di pubblico) di Match point e Woody Allen ritorna sul luogo del delitto: quello dei salotti buoni di una Londra tanto affascinante quanto enigmatica che nasconde, dietro un perbenismo di facciata, segreti inconfessabili. Confessiamo di non aver mai condiviso la scelta del regista americano di girare ogni anno ben due film, convinti come siamo che un progetto cinematografico per riuscire debba avere un periodo abbastanza lungo di gestazione. Certo la preparazione di un film non deve per forza durare sei o più anni come accadeva al compianto Stanley Kubrick ma a voler rispettare questa sorta di regola del due, si rischia spesso di apparire come chi debba frettolosamente timbrare il cartellino, rincorrendo un ispirazione che alla lunga potrebbe inaridirsi. Detto questo Scoop conferma la decisa inversione di tendenza di questo talento newyorkese che suscita tiepidi entusiasmi in patria ma che è molto apprezzato qui da noi in Europa. Tornato al genere che più ama (la commedia) Allen firma uno dei più frizzanti e scanzonati film degli ultimi anni. Si vede che la decisione di abbandonare (seppur temporaneamente e solo professionalmente) la sua New York gli ha fatto bene; trasferitosi a Londra prima filma con Match point uno dei film meglio girati negli ultimi anni e che maggiormente si discostano dal suo modo di fare cinema, poi spiazza tutti con questo Scoop, divertentissima e irriverente commedia. Allen prosegue nell'analisi della società inglese, mettendo alla berlina quel mondo dell'aristocrazia che dietro un apparente vacuità, fatta di simboli e regole da rispettare, nasconde terribili interessi. Sondra, come la protagonista del precedente film londinese di Allen, ne rimane attratta e tenta la scalata, pur non dimenticando di essere comunque una donna con i suoi sentimenti. Il danaro e il cuore, la carriera ed il grande (possibilmente ricco) amore è possibile coniugare questi due traguardi a cui, al giorno di oggi, ognuno sembrerebbe fatalmente ambire ?. Bella domanda, nel frattempo il regista newyorkese non avendo una risposta (e chi mai la potrebbe avere) si diletta a canzonare anche la morte, descritta distratta e sbadata nocchiera di anime. Ma il colpo di teatro Allen lo riserva a se stesso: interpreta la parte di un volgare mago yddish, un tal Splendini che invece di prendere in giro il prossimo, passa il tempo a criticare se stesso. Finalmente un personaggio che ride di se stesso, delle sue ansie, delle sue fobie; con questo film Allen segna un cambiamento personale, firmando un armistizio con le sue paure, le sue crisi esistenziali. Certo Splendini sarà goffo e logorroico ma la morte, con il suo farsi scappare le anime che ha appena chiamato, distratta da chissà quali pensieri, lo è ancora di più. Forse Allen vuole dirci che la morte bisogna accettarla come se fosse un prosieguo della vita e cercare ogni tanto di farsi beffe di lei. La vicenda raccontata non è nuova ed il classico finale non brilla per originalità ma è la dimostrazione che delle volte una stupida commedia può essere più intrigante di tanti sciapiti drammoni a tinte fosche.

Il Regista e gli attori

Woody Allen

A Woody Allen ha fatto bene l'incontro con la sua nuova musa, Scarlett Johansson; i due duettano divertiti ed i dialoghi sembrano trasposizioni sullo schermo di loro reali discussioni. E' probabile che Scarlett, come nel film capita a Splendini, incarni la figlia che Allen in questo momento vorrebbe, certo è che i due si tengono testa a vicenda in maniera assolutamente esilarante. La Johansson diimostra, nonostante la sua giovane età, di essere un'attrice già esperta tanto da passare indifferentemente da un ruolo drammatico ad uno comico; il personaggio interpretato in Match point era sexy, spudoratamente trasgressivo ma drammaticamente perdente. Qui invece appare seducente sì ma dietro quello sguardo tenero, di ragazza semplice, si nasconde una persona decisa che al momento opportuno sa tirar fuori gli artigli. Di Woody Allen e del suo talento nel far ridere e pensare al tempo stesso, inventandosi battute e personaggi al limite del cinismo, abbiamo già detto. Non ci resta che elogiare la performance di Hugh Jackman che svestitosi dei panni di Wolverine, qui indossa quelli di un gentile ed aristocratico serial killer. L'attore, nuovo sexy symbol, mostra di essere a suo agio sia in pellicole di azione che in quelle più intimiste. A questo punto non ci resta che attendere, con fiducia, l'ultimo film che idealmente conclude la trilogia di pellicole girate da Allen a Londra; si vocifera che sia il film a più grosso budget (dieci milioni di euro, una cifra ridicola rispetto a quelle mostruose che di solito oltreoceano vengono spese dalle maior). Ma sopratutto aspettiamo con curiosità il prossimo progetto del grande maestro: sarà un film girato in Spagna, ancora lontano da quella New York tanto amata dal regista appassionato di jazz ma in cui aveva difficoltà a trovare finanziatori per i suoi progetti. Woody allora, come Splendini negli spettacoli con le persone del pubblico, ha fatto bene a scomparire, apparendo quasi per magia nella nostra Europa. Forse avrebbe dovuto fare lo stesso Massimo Troisi, sparendo da un' Italia che non lo comprendeva più negli ultimi anni, riapparendo magari in Francia o in Inghilterra o forse nella stessa America. Chissà forse sarebbe ancora vivo...

La scheda del film

Regia: Woody Allen.
Con: Woody Allen, Hugh Jackman, Scarlett Johansson, Jim Dunk, Jody Halse, Robyn Kerr, Kevin McNally, Ian McShane.
Distribuzione: Medusa.
Genere: Commedia
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