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Saw -L’enigmista
di Marzio

La trama

Due uomini si risvegliano in uno scantinato di una fabbrica, legati al tubo di un calorifero; in mezzo a loro, in una pozza di sangue, il cadavere di un terzo uomo, vicino al quale sono disseminati una serie di oggetti. Il gioco viene condotto da un serial killer che tramite messaggi registrati dà la possibilità ai due prigionieri di salvarsi, attenendosi scrupolosamente alle sue istruzioni. Uno dei due di professione medico, ben presto si rende conto con chi ha a che fare: un efferato e sadico assassino, soprannominato l’enigmista che non uccide di persona ma fa in modo che lo facciano le persone da lui imprigionate, inscenando un crudo e violento spettacolo. Una sola persona si è salvata rimanendone sconvolta per sempre, una povera sventurata che si è svegliata in una torbida stanza, con un collare collegato al meccanismo di innesco di una bomba; ha poco tempo a disposizione per cercare la chiave del collare che si trova nella pancia del cadavere di un uomo in precedenza avvelenato dall’enigmista che è insieme a lei nella stanza. Ma sorpresa, l’uomo è vivo, l’enigmista l’ha solo sedato e la poverina, per salvarsi, è costretta a scegliere tra la vita e la morte, finendo per trovare le chiavi nelle budella dello sventurato. Del caso si era occupato un poliziotto, costretto ad andare in pensione anticipata perché non più ripresosi dalla atroce fine del suo collega, morto mentre inseguiva l’enigmista. Ironia della sorte, i maggiori sospetti del poliziotto sulla identità dell’enigmista, erano ricaduti proprio su quel medico ora incatenato nello scantinato. Ci sono due seghe accanto ai sequestrati, l’enigmista le ha fatte trovare affinchè i due uomini abbiano la possibilità di salvarsi tagliando le catene o perché compiano un atto efferato del quale il criminale possa godere ?…

La recensione

Una premessa è doveroso fare prima di dare un giudizio critico su questo film; chi scrive, come è possibile leggere in altre recensioni su questo sito, ha sempre guardato con simpatia al genere thriller-horror, troppo spesso ed a torto ritenuto di serie B da critici miopi ed oltranzisti. Anche di recente il fenomeno The ring ma anche gli ultimi sviluppi del paella thriller spagnolo (per la verità non sempre convincente) culminati con lo splendido L‘uomo senza sonno, confermano che questo genere ci riserva e continuerà a riservarci molte piacevoli sorprese. Detto questo non possiamo esimerci da dire che questo Saw -L’enigmista è veramente un pessimo film. Una vera e propria delusione sia dal punto di vista filmico (estrema prevedibilità delle scene) che dal punto di vista dei contenuti (sceneggiatura del tutto inconsistente) in un genere dove la coerenza della trama non è particolarmente richiesta. La paura, poi, la tensione, latitano per tutto il film; direte voi ma è uno splatter, visto che il taglio del piede è portato alle estreme conseguenze e per la prima volta sullo schermo si vede chiaramente una donna frugare tra le budella di un uomo. Ebbene neanche come splatter funziona, annoia così tanto che già dopo dieci minuti si è intenti a guardare l’ora, terrorizzati più dalle lancette che si sono fermate segno dell’orologio che non funziona, piuttosto che da quello che si svolge sullo schermo. Sempre che si riesca a seguire il film sino alla fine, gustando (si fa per dire) un colpo di scena a quel punto francamente inutile, vien voglia, tornando a casa, di rivedere in dvd il remake di Non aprite quella porta. Dopo aver visto Saw -L’enigmista la visione di questo piccolo gioiellino horror è terapeutica e vi riconcilia con il genere; per chi non lo avesse a portata di mano vi consigliamo in alternativa 28 giorni dopo, uno splatter che fa dieci a zero al nostro enigmista. Perché Saw è insopportabile, presuntuoso e pretenzioso con quei messaggi filosofici da Baci perugina che il serial killer lancia ad ogni scena. Non si riesce a capire perché nella vita, secondo il teorema dell’enigmista, le persone indecise sarebbero da eliminare mentre sono da salvare quelle che prendono comunque una decisione. Guarda un po’ che presuntuoso questo serial killer; verrebbe voglia di ergersi a paladini degli eterni indecisi, in un mondo dove tutti esigono che si facciano scelte immediate anche solo entrando in un bar. Al solerte giovane regista qualcuno gli spieghi che talvolta scegliere fa male, non è facile e che è molto meglio ponderare una decisione piuttosto che prenderla in modo affrettato e con eccessiva leggerezza.

Il Regista e gli attori

James Wan

Artefice di questo festival del qualunquismo filosofico e pedagogico è un giovane che di colpo si è ritrovato cucito addosso il vestito del genietto del cinema, senza averne assolutamente le capacità. A parte un paio di buone intuizioni visive, tutto sa di già visto e molto copiato; alla fine viene il sospetto che il regista sia stato apprezzato forse solo per aver girato il film a costo bassissimo (circa quattro milioni di dollari), incassando, nel solo mercato nord americano, una cifra vicina ai settanta milioni di dollari… James Wan, questo è il nome del potenziale nuovo re Mida, farebbe la gioia di tutti i produttori se non fosse che il cinema è arte, spettacolo, divertimento e non solo bieca operazione commerciale. Dispiace che in un film tanto squinternato anneghi anche un attore come Danny Glover, mai dimenticato protagonista di Shining. Nella convinzione che queste furbate ai danni degli spettatori possano riuscire un paio di volte ma non di più (che fine hanno fatto i creatori di quel fenomeno mediatico che è stato The blair withch Proiect ?) non ci resta che aspettare con pazienza la rinascita dello splatter che è una delle forme di manifestazione dell‘horror, un tempo molto di moda e che piace tanto ai giovani di oggi ma anche ai nostalgici (come il sottoscritto) del tempo che fu.

La scheda del film

Regia: James Wan.
Con: Cary Elwes, Danny Glover, Monica Potter, Michael Emerson, Tobin Bell, Ken Leung, Makenzie Vega, Shawnee Smith, Benito Martinez, Dina Meyer, Leigh Whannell.
Distribuzione: Eagle Pictures
Genere: Horror
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