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Sahara
di Marzio

La trama

Dirk Pitt, giovane esploratore di tesori nascosti, è sulle tracce di una nave affondata al termine della guerra civile americana. Insieme ad Al Giordino, suo stravagante compagno di avventura dalla battuta sempre pronta, mentre risalgono il Niger alla ricerca del relitto, si imbattono in Eva Royas, bella dottoressa dell’OMS che sembra essere dotata del dono di mettersi nei guai, visto che si ficca in un complotto politico inestricabile. Indovinate un po’ chi la salverà?. Non vi è alcun dubbio, il prode esploratore Dirk con esagitato amico al seguito…

La recensione

Ben dodici produttori, come si legge nei titoli di testa, si sono gettati a capo fitto in questo progetto, nel lodevole tentativo di rinverdire i fasti di quel cinema di avventura che raggiunse il suo massimo fulgore con I Predatori dell’arca perduta di Spielberg ma che poi ha dovuto cedere il passo ad altri generi. E’ stato scomodato finanche lo scrittore Clive Cussler, sorta di guru dell’avventura, dal cui libro il film ed i personaggi sono stati tratti. Risultato, a parte il promettente bum-bum iniziale, è un vero e proprio pasticcio, un calderone dove c’è il peggio di tutto, avventura, deliranti complotti politici, improbabili farneticazioni ambientaliste, battute da avanspettacolo. Un pessimo film, insomma, di livello così basso da far sembrare al suo cospetto un capolavoro finanche Il gioiello del Nilo. Non vale neanche la pena di consumare eccessivamente inchiostro per descrivere il nauseabondo pateracchio, l’assurdo caravanserraglio messo su dai miopi produttori, con la collaborazione della maior di turno e la complicità di sceneggiatori incapaci di inserire in questo film un solo dialogo accettabile. Al cospetto di Sahara i B-movies che il compianto ed allora tanto vituperato Antonio Margheriti, negli anni ’70, girava, con pochi soldi (sotto lo pseudonimo di Anthony Dawson), nella piana di Latina o nei dintorni Viterbo, sono degli ottimi film e fa bene quel genio di Tarantino a battersi per la loro rivalutazione .

Il Regista e gli attori

Breck Eisner

Affoga in questo insulso ed indigeribile polpettone, il regista, cinematograficamente esordiente, Breck Eisner cui Steven Spielberg aveva addirittura affidato la regia televisiva della miniserie Taken che si segnala per essere un raccomandato di ferro, visti i mezzi che la produzione gli ha messo a disposizione. Dispiace per un simpatico attore come Matthew McConaughey, qui nelle vesti di produttore, improbabile emulo di Harrison Ford ne I Predatori dell’Arca perduta; la prossima volta ritorni ad interpretare commedie e per carità ci risparmi un eventuale sequel di questo sgangherato film. Non và meglio a Penelope Cruz che ormai ci ha abituati a girare un film decente a cui, ineluttabilmente, ne fa seguito uno indecente. Per quanto riguarda Steve Zahn nella parte di Al Giordino, esuberante ricercatore amico di Dirk, gli consigliamo, la prossima volata, di portare sullo schermo la storia di un mio estroso amico molisano che dopo essersi dedicato in gioventù a passioni estreme (parapendio, paracadutismo e chi ne ha più ne metta) non perché ci credesse veramente ma spinto dalla voglia di distinguersi dagli altri, ora è costretto, alla soglia dei cinquant’anni, causa lancinanti dolori di schiena, a girovagare senza una meta per le vie del paese. Il progetto avrebbe il vantaggio di costare meno di Sahara e vi assicuro che potenzialmente sarebbe più interessante, visto la quantità di avventure (vere o inventate) affrontate che il mio amico sarebbe in grado di raccontare

La scheda del film

Regia: Breck Eisner.
Con: Matthew McConaughey, Penélope Cruz, Steve Zahn, Delroy Lindo.
Distribuzione: UIP
Genere: Avventura
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