Al cinema

I film nelle sale
Home video

I film in home video
Sempreverdi

I film che non si dimenticano

L'amore ritorna
di Marzio

La trama

Luca Florio, affermato attore italiano, colto improvvisamente da malore sul set viene ricoverato in ospedale. Le sue condizioni sembrano immediatamente critiche tanto da far pensare ad una forma tumorale. La lunga degenza in ospedale in compagnia di Giacomo suo vecchio compagno di giochi, è l’occasione per vedere riunite intorno a se tutte le persone che per Luca contano (la sua ex moglie, l’attuale fiamma, i genitori e la sorella, il regista che ha diretto buona parte dei suoi film, la produttrice) e fare un bilancio della vita sin qui vissuta. E’ anche il momento in cui si materializza il fantasma di una cugina della madre, morta giovanissima di tubercolosi ed evocata per proteggere la famiglia di Luca in un momento di così grande difficoltà…

La recensione

Sergio Rubini per il suo nuovo film, sceglie una tematica delicatissima: affrontare, in modo autobiografico, la crisi di un uomo che a metà del corso della vita ha già provveduto a disfarsi, in verità troppo frettolosamente, del suo passato. E proprio nel momento peggiore, quello di un sospetto male incurabile che Luca Florio accetta di rimettersi in gioco e valutare se le scelte fatte sino a quel momento siano giuste o sbagliate. Ed allora ritorna l’amore per quella Silvia, affermata attrice come lui, sposata e poi lasciata; all’ amico del cuore che momentaneamente si trasferisce in ospedale pur di stargli vicino e che gli confessa di soffrire di una sorta di sindrome di oppressione da famiglia, Luca confessa che quando sogna la sua donna ideale, possibile mamma dei suoi figli, non può fare a meno di identificarla in Silvia. La ragazza con cui adesso ha una relazione è gelosa, possessiva, al tempo stesso passionale e trasgressiva, simpatica nel suo essere sin troppo diretta ma Luca già sa che la perderà. Toccante è la figura del padre che si rifugia nella poesia per superare i momenti più tristi; il suo viaggio dal paese dove vive per andare a trovare Luca è un atto di amore per quella donna con cui vive da una vita e che trepida per il figlio che da una settimana non si fa sentire, sospettando una disgrazia. Rubini disegna con garbo i personaggi che fanno parte del mondo di Luca e che decidono di stargli vicino in un momento così difficile; dalla produttrice apparentemente fredda e cinica, al regista disposto, pur di portare a termine il film a cui Luca tanto teneva, ad esserne la controfigura, a Picchio, suo fedelissimo collaboratore che fa di tutto per risollevare il morale dell’attore ammalato, anche a costo di apparire ridicolo. Discorso a parte meritano la madre e la sorella di Luca; parallelamente alla vicenda dell'attore, assistiamo al dolore di una madre che non riesce a dialogare con una figlia troppo chiusa in se stessa. La sorella di Luca non esce mai di casa, è sempre richiusa nella sua camera a studiare per diventare pianista; è troppo debole caratterialmente e rifiuta, per paura, ogni contatto con gli altri. Ma accanto alle due donne aleggia il fantasma rassicurante di quella cugina della madre di Luca morta giovanissima e che sul punto di morire le aveva promesso che le sarebbe stata sempre vicina nei momenti più difficili, percorrendo insieme la tortuosa via del vivere quotidiano. Il grande pregio di questo film sta nell’affrontare con ironia, con garbo, situazioni drammatiche; non scivola mai nella retorica di una esagerata commozione, con la malattia che viene considerata parte della vita e quindi piano piano accettata. Forse alcuni personaggi, come ad esempio il luminare a cui la famiglia di Luca si rivolge per la risoluzione del caso, sono disegnati in maniera sin troppo grottesca ma mai L’amore ritorna dà l’impressione di scivolare negli eccessi di certa decadente commedia all’italiana. Ma è nel finale che il film riserva il suo momento migliore: Luca esce fuori dalla brutta situazione diverso, con la consapevolezza di non aver mai ascoltato, prima di allora, gli altri ma di aver pensato solo egoisticamente a se stesso.

Il Regista e gli attori

Sergio Rubini

Finalmente, dopo alcuni film controversi e poco riusciti, Sergio Rubini ritorna in grande spolvero come ai tempi di La stazione. La sua regia è discreta, per nulla invadente, rispettosa del terribile momento che Luca Florio sta sta vivendo. Belle sono le scene iniziali girate in quel paesino del Sud dove vivono i genitori di Luca e da cui proviene lo stesso Rubini: la morte della cugina della futura madre di Luca, il funerale a cui partecipa l’intero paese, il dolore del nonno ormai anziano costretto a seguire la cerimonia dalla finestra, innescano un meccanismo di ricordi e nostalgia per un mondo più semplice, dove tutti si conoscono e conta soprattutto il rapporto umano. Il regista nel mettere a nudo parte della sua vita sentimentale, mostra un’incredibile coraggio. Per se si è riservata la parte del medico, amico di infanzia di Luca ma nel cast ha tenacemente voluto la sua ex moglie, Margherita Buy come sempre bravissima. Notevole è l’interpretazione di Luca da parte di Fabrizio Bentivoglio che ancora una volta dimostra di essere uno dei migliori attori su cui il cinema italiano possa oggi contare. Bentivoglio sa rendere con maestria quel mix di smarrimento, angoscia e paura che si impadronisce di chi sospetta, improvvisamente, di avere un male incurabile; il periodo di lunga degenza gli servirà per riflettere, maturandolo profondamente. Ottima, proprio perché diversa da altri personaggi precedentemente interpretati, è la prova di Giovanna Mezzogiorno nella parte della nuova fiamma di Luca: provate ad indovinare, dietro la finzione cinematografica, chi in realtà si cela… Ma il coinvolgimento, questo è forse il merito più grande di Sergio Rubini, di grandi nomi del nostro cinema non finisce qui: la rediviva Mariangela Melato tratteggia con efficacia una produttrice grande amica di Luca che è comunque costretta, per ragioni economiche, a portare a termine il film senza di lui, rischiando di apparire cinica; Michele Placido, francamente un po’ sopra le righe, interpreta la parte dello specialista a cui viene affidato il disperato caso dell’attore. Amichevole è la partecipazione di Simona Marchini, attrice stranamente poco utilizzata dal nostro cinema, a cui è forse riservata una delle scene più belle e tenere di tutto il film: quella in cui, nel bagno di un ristorante, è testimone delle riflessioni del padre di Luca, del suo amore per la poesia, del suo accettare una vita con scelte che magari potevano essere diverse ma una volta fatte ormai lo responsabilizzano e lo vincolano a tal punto da trovare solo nei versi una temporanea evasione. Un buon film, per finire, che ci restituisce un Sergio Rubini di nuovo in buona forma e che conferma che quando vuole il cinema italiano sa ancora raccontare storie, far ridere, suscitare emozioni anche se con leggerezza.

Leggi, su questo film, la recensione di Adriana Terzo

La scheda del film

Regia: Sergio Rubini
Con: Sergio Rubini, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Giovanna Mezzogiorno, Mariangela Melato, Michele Placido.
Distribuzione: Warner Bros
Genere: Drammatico
Sito del film

Link
I nostri link
Gossip
L'angolo dell'indiscreto
I protagonisti
Gli uomini che hanno fatto
la storia del cinema
Pazza l'idea
Come siamo nati