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I film che non si dimenticano

Quills

Francia 1794, in pieno periodo del "Grande terrore", una nobildonna accusata delle più torbide pratiche sensuali, viene ghigliottinata davanti ad un folto pubblico osannante. Ad assistere, attonito, alla sua decapitazione è il perverso marchese De Sade. Figura tra le più controverse della letteratura europea, osannato e criticato, censurato e poi riabilitato, ha ispirato, in questo 2001, ben due film, Sade e Quills. Quest'ultimo, più che essere una biografia di un personaggio un po' artista ed un po' demonio, è un omaggio alla scrittura, alla forza prorompente che hanno le parole. Il marchese, prigioniero nel manicomio di Charenton, passa gran parte delle giornate a scrivere ed a fronteggiare, con spavalderia l'abate Coulmier, nel tentativo di conquistarlo. La sua è una prigione dorata, non gli manca niente: il suo scrittoio, le sue adorate penne d'oca (da cui il titolo Quills), la servetta Madeleine, che con la sua procace bellezza lo ispira a scrivere pagine e pagine di fantasie erotiche, dominate dalla lussuria più sfrenata. E Madeleine è anche la sua più fedele collaboratrice; da agente letterario in erba, provvede, di nascosto, a distribuire gli scritti del marchese per la loro pubblicazione. E' Justine, il romanzo che fa infuriare, per il suo contenuto lascivo e totalmente privo di moralità, nientemeno che l'imperatore Napoleone Bonaparte in persona. Sua "bassezza reale", invierà a Charenton, il dottor Royer-Collard, sorta di strizzacervelli che crede fortemente nei metodi coercitivi per la cura dei pazienti, con il compito di dare una lezione al marchese De Sade e mettere in riga quei degenti mattacchioni che nutrono un'ammirazione eccessiva per quello scrittore maledetto. Film fortemente claustrofobico, con buona parte delle scene girate all'interno del manicomio, è un'inno alla libertà di pensiero e di espressione. De Sade che privato di penna, carta ed alla fine anche del suo letto e delle coperte, scrive servendosi di ossa di pollo o intingendo le dita nel suo stesso sangue o persino servendosi dei suoi escrementi, è il simbolo della lotta contro ogni forma di censura, contro ogni potere forte ed autoritario che annichilisce le coscienze, vietando di pensare, di leggere ed in definitiva di essere. Ed allora, più che essere il manifesto del sesso libero, in qualunque forma venga fatto, contro ogni forma di bieco e cinico moralismo, questo film è piuttosto un nuovo "Fahrenheit 451". Del capolavoro di Truffaut ha la stessa forza dirompente, lo stesso coraggio nella difesa appassionata dei libri e di tutto ciò che è cultura, contro ogni forma di tirannia e di barbaria. E' un monito che ricorda che ogni forma di dittatura, per poter sopravvivere, ha il disperato bisogno di liberarsi di tutto ciò che è critica e di chi esprime liberamente la propria opinione; hanno diritto di cittadinanza solo i libelli di pura propaganda. Ottimo film, dunque, che ha il grande pregio di far pensare e mai annoiare.

Il Regista e gli attori

Philip Kaufman

In un film, in cui tutto funziona alla perfezione, gran merito và al regista Philip Kaufman; sa rendere, in maniera sublime, quelle atmosfere di sesso, mistero e travolgenti passioni che si respirano all'interno di Charenton. Descrive con ironia anche le scene più morbose e costruisce il tutto come uno splendido thriller dal sapore vagamente hitchcochiano. Da Oscar l'interpretazione del marchese De Sade, da parte di un bravo e scatenato Geoffrey Rush; buona quella di Kate Winslet, nella parte della "Titanica" servetta Madeleine; non del tutto convincente, invece, Joaquin Phoenix, nella parte dell'abate lacerato tra l'amore per Dio e quello per un donna. Di assoluto rilievo l'interpretazione di un ormai quasi ottuagenario dottor Royer-Collard, da parte di un Michael Caine in forma smagliante; cinico, moralista più per danaro che per convinzione, mentre battaglia contro i facili costumi, il dottore ne approfitta per sposarsi con una sedicenne, allevata in un convento e per di più ancora vergine. Davvero bravo Caine che a differenza di tanti altri attori, famosi quanto lui o più di lui (ogni riferimento al bolso e svogliato De Niro degli ultimi film è puramente casuale), mostra di avere ancora voglia di recitare e divertirsi.

Marzio

La scheda del film

Regia: Philip Kaufman
Con: Geoffrey Rush, Kate Winslet, Joaquin Phoenix, Michael Caine.
Distribuzione:20th Century Fox
Genere: Drammatico

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