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La promessa. |
La trama |
Il cadavere di una ragazzina bionda viene ritrovato, orrendamente mutilato, tra le nevi del Nevada. Il caso viene assegnato al detective Black proprio quando sta festeggiando il suo imminente pensionamento; a lui tocca l'ingrato compito di avvisare della tragedia i genitori della sventurata. Sarà proprio la madre che gli farà giurare sulla Bibbia di tener fede ad una solenne promessa: arrestare l'assassino di sua figlia. Inizialmente i sospetti ricadono su un indiano schizzato e con seri problemi psicologici che in passato è stato accusato di aver abusato di giovani ragazzine. Il caso per la polizia sembra definitivamente risolto ma non per Black che ritiene innocente l'indiano ed è convinto dell'esistenza di un serial killer del posto che si appresta nuovamente a colpire. Black, ormai in pensione, acquista la stazione di servizio del paese dove è stato rinvenuto uno dei cadaveri e accoglie in casa una giovane donna stanca di essere picchiata da un marito troppo violento. Il maturo detective fa subito amicizia con la figlia della suo nuova ospite, una ragazzina bionda dagli occhi azzurri. Che stia iniziando per lui, destinato ormai a rimanere solo dopo due matrimoni falliti, una nuova vita familiare?.
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| La recensione |
Tratto da un romanzo di Friedrich Dürrenmatt, La promessa si rivela una delle più piacevoli sorprese della corrente stagione cinematografica. E' sempre molto difficile portare sullo schermo i personaggi creati dal famoso scrittore, pervasi come sono da dubbi ed angosce moralistiche. Il rischio è di scivolare nel solito giallo americano, con tanto di serial killer su cui puntare l'attenzione. Grande merito va dato a Sean Penn che dietro la macchina da presa si libera di tutti quei condizionamenti holliwoodiani dello spettacolo e dell'azione ad ogni costo e confeziona un film di emozioni, di sensazioni con un ritmo sapientemente lento che lascia il tempo allo spettatore di porsi delle domande e trovare qualche risposta. Pen sposta l'ambientazione della storia dai laghi ginevrini al Nevada, non facendo perderle quel fascino misterioso che lo splendido paesaggio sa dare. Allo stesso tempo descrive alla perfezione il carattere del personaggio principale, le ansie dell'investigatore che si trova di fronte, ormai maturo, ad una scelta difficilissima di carattere morale che non riveliamo proprio per non privare lo spettatore dello splendido finale. Le immagini che scorrono sullo schermo, sia quando descrivono la ricerca ossessiva della verità da parte dell'investigatore, sia quando filmano gli stupendi paesaggi e la tranquillità che da essi ne deriva, sembrano pagine tratte dal romanzo che un gigantesco scanner virtuale ha provveduto a confezionare per lo schermo. La promessa è forse il primo tentativo di libro-film, nel senso che il secondo si guarda come se si stesse leggendo il primo. E pazienza se in qualche scena il film può risultare noioso ed una durata minore gli avrebbe sicuramente giovato. Alla fine resta la piacevole sensazione di aver visto un'opera intelligente, raffinata anche un pò naif dove i dialoghi sono ben curati e rappresentano la solida base su cui poggia tutto il film.
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| Il Regista e gli
attori |
Sean Penn |
Veramente bravo questo Sean Penn che già apprezzato come attore, non finisce di stupirci dietro la macchina da presa; è sulla strada giusta, insieme ad alcuni suoi colleghi vedi Todd Field di In the bedroom e Sam Mendes di American beauty, per salvare Hollywood ed il cinema americano dalla banalità, dalla ripetitività e dalla scarsa qualità. Il suo merito è ancora più grande se si pensa che è uno dei pochi registi ad avere concesso al pur bravo Jack Nicholson una parte in cui non sia costretto a gigioneggiare ed a mostrarsi continuamente serafico. Bravi tutti gli altri da Robin Wright Penn, nella parte di una donna in apparenza fragile ma che rivelerà, nel finale, di che tempra è fatto il suo carattere, a Vanessa Redgrave, Helen Mirren ed al redivivo Michey Rourke, tutti in piccole ma efficaci parti. Merita una particolare menzione Benicio Del Toro nella parte dell'indiano; quelli ambientati in prigione, con l'interrogatorio del presunto assassino, sono i momenti più duri ed intensi del film. Benicio in quelle brevi scene dimostra tutto il suo talento, il suo mestiere, la sua innata dote di saper stare di fronte alla macchina da presa. Sean guida con maestria questo splendido cast, vigilando affinchè gli attori mai si facciano prendere dalla forte tentazione di strafare.
Marzio
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