 Greg Focker (Fotter nella versione italiana), ama alla follia la sua fidanzata, tanto da decidersi a compiere il grande passo chiedendole di sposarlo. Come spesso accade, nella vita di tutti i giorni, è una telefonata a far cambiare il destino di due persone che sembrano fatte l'uno per l'altra. Nel momento in cui Greg sta per pronunciare la fatidica richiesta, squilla il telefonino della fidanzata; è la sorella che ufficialmente le annuncia la data delle sue nozze con un notissimo medico e la invita per il prossimo weekend, nella casa dei genitori, per i preparativi. Il padre, come in tutte le cose, non vuol lasciare nulla al caso, deve valutare ogni piccolo particolare affinché la cerimonia risulti perfetta. E Focker, pardon Fotter, apprende che consuetudine di quella famiglia è che prima di chiedere la mano di una delle figlie alla diretta interessata, bisogna ottenere il consenso del padre. L'operazione è assai complicata visto che il padre, viticultore in pensione, nasconde trascorsi con la CIA ed ha una personalità ed un fascino molto forte che esercita nei confronti della moglie e delle sue due figlie. Il classico pater familias di una famiglia aristocratica, sempre al centro dell'attenzione e poco disposto a lasciar spazio agli altri. Se a questo si aggiunge la versatilità di Greg Fotter a fare gaffe l'una dietro l'altra, la sua professione di infermiere, anche se specializzato ed il gatto di casa "Sfigatto" che sembra tramare contro il povero innamorato, le possibilità che il matrimonio "non si ha da fare" aumentano ulteriormente ... Scoppiettante commedia il cui soggetto si ispira a "Il padre della sposa" e "Indovina chi viene a cena", è un film divertentissimo, capace di coinvolgere ed appassionare lo spettatore per tutta la sua durata. Chi vede il film solidarizza immediatamente con il povero Greg Fotter, una sorta di paperino che ne combina di tutti i colori, proprio perché è condizionato dalla oppressività e dalla megalomania del suocero. E come Cimabue che fa una cosa ma poi ne sbaglia due, eccolo alle prese con la valigia che la compagnia aerea perde; il vaso con le ceneri della mamma del suocero rotto in mille pezzi da un tappo di una bottiglia, incautamente da lui stappato; il viso della sorella della fidanzata, ridotto in condizioni pietose da una sua violenta schiacciata in una partita di pallavolo in piscina, nella quale sino a quel momento era stato accusato dal suocero di essere il peggiore in campo; la casa che brucia insieme alla presunta grande scultura (una sorta di orribile e disgustoso altare) preparata per gli sposi dall'antipatico ex boy friend della sua amata, per un corto circuito causato, non è una sorpresa, dal solito Greg nel tentativo di rincorrere e salvare il viziato gatto di nome "Sfigatto". Il film potrebbe essere anche considerato un atto di accusa contro i vizi di quella borghesia e di quel capitalismo che hanno nell'arrivismo più sfrenato, nel gusto del superfluo e del danaro le loro icone. Ma non è questo il vero scopo del film; presentare il probabile futuro suocero di Greg come il vero campione dell'egocentrismo e l'ex boy friend della sua fidanzata come un broker d'assalto e senza un briciolo di cuore, serve solo a mostrare quanto sia diverso, caratterialmente il povero infermiere e in che guaio si sia cacciato per amore. Il finale è il classico lieto fine, un po' troppo buonista, di una classica commedia americana. Era dai tempi di "Henry ti presento Sally" che il cinema americano, in questo genere, non riusciva più ad offrirci film di buon livello; con "Ti presento i miei", sembra che ci sia una salutare inversione di tendenza che eviti la scomparsa di quel prodotto medio, divertente, ironico e fatto con intelligenza che lo spettatore ancora richiede.
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 Magistrale l'interpretazione del suocero, da parte di Robert De Niro. E' la seconda volta che si cimenta in un ruolo brillante e rivela indubbie doti di attore comico; non è una sorpresa visto che sicuramente è uno degli attori più poliedrici che abbiamo mai calcato le scene cinematografiche; sorprende che le grandi Maior gli abbiano offerto così poche possibilità di interpretare ruoli comici. Bravo Ben Stiller nuovo astro del cinema comico americano, nella parte del povero infermiere innammorato. La vera sorpresa è Jay Roach; regista dei due demenziali Austin Powers, al primo approccio con una commedia dirige in maniera classica, con stile, senza sbavature, aiutato dalla bravura degli attori e da una sceneggiatura di ferro.
Marzio
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