 Durante la II Guerra Mondiale i Giapponesi intendono costruire un ponte ferroviario verso la Birmania, utilizzando i prigionieri inglesi, i quali, per le disumane condizioni di vita, si rifiutano di lavorare. Il colonnello Nicholson, considerato responsabile, viene duramente punito. Chiuso in box di lamiera sotto il sole della giungla resiste alle sevizie e infine la spunta ottenendo qualche concessione, in cambio dell'impegno a collaborare. I lavori procedono e il ponte è ben presto terminato. Improvvisamente un commando alleato attacca con l'obiettivo di distruggere l'opera . Il colonnello Nicholson , si trova di fronte a un grave dilemma: l'impegno preso con i Giapponesi, quindi la fedeltà alla parola d'onore, e il suo dovere di soldato di combattere il nemico.Vince l' "onore", ma nonostante la sua ostinata opposizione l'attacco alleato consegue la distruzione del ponte proprio mentre transita il primo convoglio nipponico carico di truppe.
Ambientato in Thainlandia ma interamente girato a Ceylon è tratto da un romanzo che si ispira a un fatto realmente accaduto. Premiato con sette Oscar, con un eccellente Alec Guinness nel ruolo di un ufficiale inglese tutto d'un pezzo, alle prese con un atroce problema di coscienza: la parola d'onore contro il suo dovere di soldato. Esempio di virtù militare o di ottusa ostinazione? Non si può dire che sia antimilitarista ma è comunque un bel film bellico in cui la guerra è narrata senza compiacimento e ha il volto sporco e brutale del campo di prigionia e degli ufficiali giapponesi.
Adriano
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