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8 donne e un mistero

Anni '50, in una splendida villa immersa in un suggestivo paesaggio della provincia francese, vivono otto donne dal carattere profondamente diverso. L'unico elemento che le accomuna è l'amore e la gratitudine per Marcel, il capo famiglia, da cui dipendono i destini economici e non solo, delle otto donne. Visto che, quasi sempre, l'apparenza inganna e che il passo tra l'amore e l'odio è breve, un bel giorno la bella cameriera Louise nel dare la sveglia al signore ancora al letto, lo scopre morto, con un coltello conficcato nella schiena. Come ha fatto l'assassino ad entrare in quella casa e ad uscirne indisturbato, evitando che i cani abbaiassero, avventurandosi in una vera e propria tormenta di neve?. Suvvia un po' di immaginazione e Suzon, la fresca figliola (sino a prova contraria) del fu Marcel, appena rientrata per le feste natalizie dal più esclusivo dei college inglesi, si improvvisa detective, convinta che l'assassino o l'assassina si nasconda ancora in casa, anzi sia una delle otto dame. A complicare ancor di più la situazione, già di per se ingarbugliata, è l'arrivo inaspettato di Pierrette, sorella di Marcel, tanto odiata dalle altre donne. Perché non sospettare anche di lei, visto che potrebbe essere una delle legittime pretendenti all'eredità?.

La recensione

Prendi una storia, tratta da un testo teatrale degli anni '70, ambientala in quella felice provincia, tanto cara a Douglas Sirk, in cui, dietro ipocriti sorrisi si nascondono rapporti familiari non proprio idilliaci e ne fai un film interessante. Se a questo aggiungi un intrigo che a volte ricorda le situazioni dei romanzi di Agata Christie, a volte le atmosfere dei film di Hitchcock, ne fai un film intelligente. Insaporisci, poi, qui e là la storia con un po' di tristezza alla François Truffaut e rischi di farne un film poetico. Se poi condisci il tutto con una sceneggiatura come Dio comanda, ne fai un vero e proprio capolavoro. Sorprendente, sconvolgente, bellissimo questo film di François Ozon; ironico, cinico, commovente, è uno spasso vedere come si affrontano e se le cantano di santa ragione otto grandi dame della cinematografia francese. In ogni scena i dialoghi inizialmente sembrano da telenovela, per poi diventare crudeli, cattivi, violenti. E' un bel vedere una fredda e glaciale padrona di casa, interpretata da una grande Catherine Deneuve, duettare con una Pierrette trasgressiva peccatrice, interpretata da una immensa Fanny Ardant; quest'ultima scambiarsi accuse con Louise, cameriera sensuale e disinibita, interpretata da una conturbante Emmanuelle Bèart che usa l'arma della giovane età per battere in seduzione e trasgressione la rivale, vera maestra del genere. Tutte poi contro zia Augustine, una splendida Isabelle Huppert, sorta di zitella acida e rancorosa, facile e comodo bersaglio su cui scaricare una folle rabbia che solo il fallimento di una vita può generare. Eppure la voglia di ricominciare, di trasformarsi, di essere diversi, viene proprio da quella Augustine che sembra sempre avercela con il mondo intero; il suo decidersi a scimmiottare, nel modo di vestire e di essere donna Rita Hayworth è un calcio alla vita, un tentativo di sconfiggere la solitudine in cui vive. Poi è tutto un susseguirsi di dolci (e non) inganni svelati, di vestiti (metaforici e non) che cadono giù, mostrando la grandezza e la debolezza di queste splendide donne. Ed allora la glaciale padrona di casa Gaby non dovrà più nascondere di essere attratta dalla trasgressiva Pierrette, la seducente Louise confesserà la sua voglia e la sua ambizione di essere una borghese mancata. In 8 donne e un mistero, ogni personaggio ci appare in tutta la sua perfidia ed in tutta la sua grazia, ora crudelmente cattivo, un'attimo dopo estremamente sensibile.

Il Regista e gli attori

François Ozon

Bravissimo François Ozon; confeziona una delle soprese dell'attuale stagione cinematografica, rendendo omaggio a vari generi. Il mix risulta sempre gradevole, mai noioso, con un finale inaspettato e sconvolgente. Geniale è l'intuizione del regista di vestire le sue protagoniste con un colore che sia il segno distintivo del loro carattere e dello stato di animo: verde la non ancora maggiorenne ed ingenua Catherine, nella speranza di un futuro migliore; rosso la passionale e trasgressiva Pierrette; nero la fredda e cinica Gaby. Come pure geniale è far cantare ad ognuna delle protagoniste, nel rispetto di una sorta di par condicio artistica, otto motivi che fanno parte del repertorio della musica francese. Un siparietto gustoso, in cui questo film, dopo essere stato commedia brillante, giallo, sconfina anche nel musical. Grande merito della perfetta riuscita di 8 donne e un mistero, và alle magnifiche protagoniste. Da una splendida Catherine Deneuve nella parte di Gaby, ad una passionale Fanny Ardant, in quella di Pierrette; Isabelle Huppert è semplicemente perfetta in quella di zia Augustine, donna isterica e sola; Emmanuelle Bèart, nella parte della cameriera, è l'emblema della provocazione, pura essenza della tentazione. Altresì brave sono Virginie Ledoyen e Ludivine Seigner nelle parti delle due figlie di Gaby e Danielle Darrieux, nella parte della nonna che nasconde un terribile segreto. Dulcis in fundo menzione particolare per Firmine Richard, nella parte di una governante, costretta a nascondere la sua saffica passione per Pierrete da una società troppo ipocritamente perbenista e bacchettona. E l'uomo direte voi?. C'è ma è solo inquadrato di spalle, spettatore e vittima di questo mondo di donne che non nascondono le loro passioni, le proprie debolezze, riemergendo con coraggio, proprio quando sembrano aver toccato il fondo.

Marzio

La scheda del film

Regia: François Ozon.
Con: Danielle Darrieux, Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Emmanuelle Béart, Fanny Ardant.
Distribuzione:Bim
Genere
: Musicale/Commedia/Giallo
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