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Omen -Il presagio
di Marzio

La trama

Robert Thorn, addetto all’ambasciata americana a Roma e sua moglie Kathryn stanno per coniare il sogno più bello di una coppia: quello di avere un bambino. Sfortunatamente, proprio il giorno del parto, causa improvvisa complicazione, Kathryn sottoposta ad un intervento urgente perde il bambino. Padre Spiletto, parroco dell’ospedale romano dove gli eventi si svolgono, rendendosi conto del dramma che la coppia sta vivendo (la moglie ignora la sorte del bimbo che aveva in grembo), propone a Robert di adottare un bambino nato lo stesso giorno (06/06/06) ma già orfano per la prematura morte della madre durante il parto. I primi cinque anni di vita del bambino, chiamato Damien, sembrano felici con il padre che sin troppo velocemente fa carriera ricevendo la nomina di ambasciatore degli Stati Uniti, in Inghilterra. L’intera famiglia Thorn si trasferisce in una casa grande e lussuosa fuori Londra; qui iniziano ad accadere fatti strani ed inquietanti: la tata di Dalmien, proprio il giorno del compleanno del bambino, si suicida durante la festa, annunciando agli invitati presenti che lo fa solo per il piccolo; Kathryn subisce la selvaggia aggressione di Damien mentre stanno per entrare in chiesa ed inizia a sospettare che quel bambino non solo nasconda un’altra identità ma voglia addirittura ucciderla. Robert, poi, inizia ad essere perseguitato da un certo padre Brennan e dalle sue profezie in apparenza strampalate, sull’arrivo dell’anticristo. Naturalmente la bestia, il male, avrebbe preso le sembianze di Damien, con l’intento di “mettere l’uomo contro suo fratello, finchè gli uomini non esisteranno più”. Il giorno dell’Armageddon sarebbe vicino, basta vedere i conflitti che insanguinano tutto il mondo, tollerati ed il più delle volte fomentati dalla stessa politica. Meno male che per Damien c’è una nuova governante, la sig.ra Baylock che veglierà su di lui cercando di raffreddare il clima di tensione che si è creato all’interno di casa Thorn, tentando di dissipare i pesanti sospetti che gravano sul bimbo…

La recensione

Massacrato dai critici di mezzo mondo che hanno messo in risalto solo la furba operazione commerciale, culminata con l’uscita del film nelle sale proprio il giorno 06/06/06, Omen -Il presagio è il remake di un film (Il presagio) di Richard Donner uscito nel 1976, sull’onda del clamoroso successo avuto qualche anno prima da L‘esorcista di William Friedkin. Si può indubbiamente dubitare sulla necessità di un remake di un film che ai suoi tempi certo non si segnalò come indimenticabile e dissertare su questa febbre che sta contagiando Hollywood, di rifare qualunque pellicola del passato, a prescindere dalla sua validità artistica e dal successo ottenuto al box office. Il fatto è che è sin troppo facile sparare sulle grandi maiors, accusando registi, produttori, sceneggiatori di assoluta mancanza di idee e originalità. Il problema ormai investe anche il mercato cinematografico europeo; sono pochi i film usciti negli ultimi anni a cui si può riconoscere il marchio dell’originalità: il bellissimo Discesa nelle tenebre , il sin troppo ignorato V per vendetta ed ancora prima il sorprendente The ring di Gore Verbinski che pure è un rifacimento di un horror giapponese. Il fatto è che ormai al cinema si è già visto tutto; non c’è genere (fortunati quelli che ancora ce li hanno) in cui non si corra il rischio di imbattersi in vicende già viste, in situazioni già rappresentate in tanti altri film. E’ un po’ quello che accade durante la vita, con i figli che si trovano a vivere, il più delle volte, le stesse esperienze dei genitori, affrontandone talvolta sinanche gli stessi problemi. Ed allora a noi poveri spettatori, non ancora affetti da quella particolare sindrome che porta i critici a rivalutare i film del tempo che fu, dopo averli regolarmente stroncati all’epoca della loro uscita, non ci resta che sederci in sala e rivivere quelle storie, sperando che un minimo di emozioni siano capaci ancora di trasmettere. In questo Omen -Il presagio raggiunge lo scopo; tre o quattro sequenze da balzo sulla sedia durante tutta la proiezione, una confezione ben curata (soprattutto la fotografia), con accattivanti scenografie (fra tutte il cimitero di Cerveteri e quella del villaggio arabo vicino Gerusalemme, interamente ricostruito nel materano), accompagnate da un tema musicale efficace. Ma il punto di forza di questo film, sta proprio nelle sue innumerevoli debolezze… In una notte buia e tempestosa il povero ambasciatore ed il giornalista che ormai hanno deciso di fare chiarezza, si ritrovano in un paesaggio da tregenda; neve altissima, tetti imbiancati, i due fanno una capatina al cimitero di Cerveteri (dove sono regolarmente azzannati da cani famelici), non lontano da Ladispoli sul litorale laziale dove, notoriamente, la neve abbonda… Esilarante è poi tutta la parte finale del film che qui (il lettore non ce ne voglia e salti tranquillamente avanti) siamo costretti a rivelare: il padre deve assolutamente uccidere Damien per evitare che il figlio del demonio si insinui in mezzo a noi ma come si fa ?. Come uno padre spettatore può sopportare l’uccisione sullo schermo di un figlio, seppur assatanato ?. Come potrà la povera maior di turno sopravvivere alla valanga di critiche che su di essa si abbatteranno, provenienti da cittadini comuni, associazioni umanitarie, telefoni azzurri e forse dalla chiesa stessa ?. Ma è ovvio, facendo morire il padre per mano di un solerte agente di polizia e poi concludendo il tutto con un solenne funerale, in onore del defunto ambasciatore, a cui partecipano le più alte autorità americane, con tanto di bandiera a stelle e strisce che copre la bara; tutto questo mentre, udite udite, lo spiritato Damien viene tenuto per mano dal Presidente degli Stati Uniti. Visto che poco prima sia l’ambasciatore che il giornalista, interpretando le parole di padre Brennan, erano arrivati alla conclusione che il diavolo avrebbe affermato il suo potere, proprio grazie alla politica, non si sa se volontariamente o per caso il messaggio del film si rivela un duro atto di accusa contro George Bush e l’attuale governo degli Stati Uniti. Tanto che sorge spontanea una domanda: il Moore che ha girato il film non è per caso lo stesso di Fahrenheit 9/11 che magari si fa chiamare John e non Michael, proprio perché ha sconfinato in un genere non suo ?. Forse è solo il risultato delle debolezze e contraddizioni di cui si diceva prima che alla fine rendono, questo Omen -Il presagio tanto accattivante e simpatico al pubblico, da ricordare quei film di serie B di una volta, proiettati nei cinema di quartiere, per cui si applaudiva calorosamente alle sequenze più concitate, ci si sbellicava dal ridere a quelle più ridicole ma anche si tremava durante le scene più forti, chiudendo gli occhi e riaprendoli solo dopo che la tensione si fosse smorzata.

Il Regista e gli attori

John Moore

John Moore autore del sopravvalutato Behind Enemy lines e dell’ignorato Il volo della fenice, riesce a girare un film nel complesso sufficiente che ha il merito di aver forse meglio inquadrato psicologicamente i personaggi rispetto all’originale, finendo per concedere qualcosa dal punto di vista del coinvolgimento emotivo dello spettatore. Ha preferito apportare poche modifiche ad un impianto già precedentemente collaudato, attualizzando soltanto la vicenda. Non è un male anche se la scelta del giovane attore, Seamus  Davey-Fitzpatrick, si rivela infelice: il suo sguardo passa dal catatonico all’imbronciato e francamente spaventa poco. Il pur bravo Liev Schreiber, nella parte del diplomatico Robert Thorn, non regge il confronto con il Gregory Peck del vecchio Presagio, così come Julia Stiles mostra di essere una preoccupata mamma dal profilo sempre più cavallino, senza che la sua performance susciti eccessivi entusiasmi. Ma è la rediviva Mia Farrow a convincere di più, nella parte della nuova governante di Damien, una sorta di Mary Poppins dall’aria luciferina. Finalmente una buona prova dopo le ultime francamente dimenticabili di un’attrice che aveva già scosso gli spettatori al tempo di Rosemary’s baby di Roman Polanski.

La scheda del film

Regia: John Moore.
Con: Liev Schreiber, Julia Stiles, Mia Farrow, David Thewlis, Nikki Amuka-Bird, Reggie Austin.
Distribuzione: 20th Century Fox. Genere: Horror
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