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I film che non si dimenticano

Niente da nascondere
di Marzio

La trama

Georges, conduttore di una trasmissione televisiva di letteratura, vive la sua tranquilla esistenza borghese insieme alla sua bella moglie Annie ed a suo figlio Pierrot. Improvvisamente scopre di essere spiato da una telecamera nascosta; ogni giorno, all'uscita di casa, sia lui che gli altri componenti della sua famiglia vengono filmati da uno sconosciuto che poi provvede a recapitare a casa dell'intellettuale, una videocassetta con il materiale registrato, accompagnata da inquietanti disegni adolescenziali. Per Georges la vita cambia del tutto, diventando un vero e proprio incubo; non riesce proprio ad immaginare chi sia l'artefice di quelle videocassette e perchè lo faccia (un compagno di scuola di Pierrot per gioco o un ricatto di chi lo ha visto spesso in televisione ?). Pian piano i rapporti tra l'uomo e la moglie che inizia fortemente a sospettare che il marito gli nasconda qualcosa, iniziano ad incrinarsi; per non parlare di quelli con il figlio che sembra schierarsi decisamente dalla parte del padre, accusando ingiustamente la madre di un presunto flirt con un amico di famiglia. Georges, sua moglie e suo figlio finiscono tal punto condizionati da questa vicenda, da esserne oppressi e dover cercare il più in fretta possibile una soluzione. Che sembra a portata di mano; Georges che di notte ha un incubo risalente ad un episodio della sua adolescenza in parte cancellato, incontra un suo coetano algerino, figlio dei domestici che prestavano servizio presso la sua famiglia. Il ragazzo, dopo aver perso i genitori, deliberatamente annegati nella Senna dalla polizia francese, durante la rappresaglia del '66, doveva essere adottato dai genitori di Georges; la gelosia, accompagnata da una notevole dose di egoismo, avevano portato Georges a mentire con i genitori, accusando l'amico di aver tentato di ucciderlo, con l'ovvio risultato che il ragazzo era stato allontanato da quella famiglia. Ora starebbe ricattando l'intellettuale con quelle foto e quei video, grazie alla complicità di un figlio che vorrebbe vendicare il padre per un futuro che poteva essere roseo ma che per il cinismo di Georges si è rivelato ben più triste. Riuscirà il borghese ad evitare che la sua famiglia venga distrutta dall'algerino ed a tenere quanto è più possibile segreta (anche alla sua stessa famiglia) questa brutta pagina della sua adolescenza ?. E poi siamo tanto sicuri che dietro quei disegni e video cassette si nasconda proprio quella coppia di algerini ?.

La recensione

Immagine fissa che riprende una strada ed una villa da cui, come ogni giorno escono Georges, Annie e Pierrot per andare chi al lavoro e chi a scuola; scorrono intanto, quasi illegibili, i titoli di testa che sembrano avere la stessa fretta di chi inizia una nuova giornata, pronti all'ennesima battaglia contro l'orologio. Poi l'immagine si apre ed entriamo lì in quel salotto dove Georges ed Annie stanno guardando con apprensione il filmato a cui noi stessi stiamo assistendo. E' la prima scena di Niente da nascondere, ultimo folgorante lavoro di quel Michele Haneke che ci aveva già convinto critica e pubblico con La pianista. E' un vero e proprio capolavoro che parte come un thriller per poi rivelare ben presto la sua vera natura: un film su noi stessi, sulla nostra capacità di indossare un vestito elegante che possa piacere a quelli che conosciamo, per poi sguiatamente provvedere a distruggerlo, non appena le prime contrarietà si manifestano. La figura di intellettuale tollerante costruita ad arte su Georges dalla tv e dai suoi libri, svanisce non appena si sente perseguitato; l'intellettuale, all'uscita dalla caserma dove ha denunciato il fatto, non trova di meglio che aggredire verbalmente un passante di colore, per sfogare tutta la sua rabbia e le sue paure. Che poi principalmente è quella di rivelarsi per quello che in realtà si è; Georges è molto diverso da quello che la moglie Annie ritiene che sia: non un tranquillo borghese, magari un po' grigio, dall'esistenza serena e da un passato senza pecche ma un cinico arrivista che per difendere ciò che ha conquistato è disposto a mandare nuovamente all'inferno lo sventurato algerino e suo figlio. Annie scopre, forse troppo tardi, che il marito non è poi così equilibrato e tollerante come sino a quel momento gli era apparso, finendo per essere accusata ingiustamente da Pierrot che si immedesima nel padre. Tutto questo Michael Haneke lo descrive facendoci immergere nella vita di tutti i giorni di questa famiglia borghese: i successi sportivi del figlio e la sua vita scolastica, le trasmissioni televisive di Georges, il lavoro di Annie, le due chiacchiere con gli amici a cena in cui si parla di vecchie conoscenze, la frettolosa visita dell'intellettuale a casa della madre (una inarrivabileAnnie Girardot) fatta più per convenienza che per amore ed interesse di figlio. Il sospetto che Georges ed Annie non avessero negli ultimi tempi mai dialogato seriamente, anzi che forse neppure si conoscessero, inizia ad affiorare nello spettatore mano a mano che la vicenda si dipana, insieme alla certezza che l'intellettuale stia attento più alle apparenze che non ai sentimenti. Ed allora quel personaggio inizia a diventare antipatico, scomodo, quasi in cerca di un autore dalla cui penna sia incautamente uscito; provare simpatia per la povera Annie è facile ma quanti Georges siamo costretti a sopportare nella vita di tutti i giorni, dispensatori di saggi consigli dalle pagine dei giornali o dai tubi catodici a cui loro stessi non credono ?...

Il Regista e gli attori

Michael Haneke

Michele Haneke riprende gli attori in continui primi piani, allunga i dialoghi in maniera quasi esagerata ma proprio nel momento in cui lo spettatore sembra dare segni di noia, lo sconvolge con scene che cambiano completamente ritmo al film. Haneke non risparmia proprio nulla allo spettatore che guarda agli eventi che si stanno svolgendo sullo schermo, nella stessa prospettiva di chi misteriosamente ha girato quelle video cassette. Il pezzo forte del film, oltre l'indubbia abilità tecnica del regista, sono i dialoghi; sempre pungenti, decisi accompagnano una sceneggiatura perfetta, ad orologeria che ci presenta una situazione successiva che non fa luce su quella precedente ma la rende più misteriosa e torbida. Più si cerca il dialogo e più si è respinti, più si cerca la verità nel passato e più si rischia che il presente sia cancellato completamente da esso; verrebbe voglia di non affrontare mai il passato, di vivere sempre, come Georges inizialmente, in una situazione di inconscia cancellazione di esso ma non si può e non sarebbe neanche giusto. Tutti, prima o poi, dobbiamo fare i conti con esso, consapevoli del fatto che vivere è difficile e spesso si sbaglia, l'importante è farlo con una certa dignità. Bravissimi gli attori da un superlativo Daniel Auteil nella parte di Georges, a una eccezionale Juliette Binoche in quella di Anne, per finire ad una commovente Annie Girardot in quella della vecchia ed ammalata madre dell' intellettuale che nonostante le rassicurazioni del figlio, capisce che quest'ultimo sta affrontando un momento difficilissimo della sua vita.

La scheda del film

Regia: Michael Haneke.
Con: Juliette Binoche, Daniel Auteuil, Maurice Bénichou, Annie Girardot, Bernard Le Coq.
Distribuzione: Bim Genere: Drammatico
Sito italiano del film

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