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Fantasmi da Marte

La trama

Siamo nel 2025, circa 640.000 uomini hanno lasciato la terra per trovare rifugio su Marte. Questo pianeta è governato da un rigido matriarcato e a capo delle forze di polizia vi è la bella e decisa Melanie Ballard. A quest'ultima viene affidato l'ingrato compito di prelevare il famoso e pericoloso criminale Desolation Williams dal carcere di massima sicurezza in cui è rinchiuso per condurlo davanti al tribunale che dovrà giudicarlo. E' una missione già di per se pericolosissima, quando poi ci si mette l'archeologia a resuscitare, involontariamente, una forza oscura sepolta da migliaia di anni in un villaggio minerario che si impossessa del corpo e delle menti degli esseri umani, il ritorno a casa per la bella poliziotta e la sua squadra si complica ulteriormente...

La recensione

Non ce ne vogliano gli agguerriti fans del maestro del fanta-horror John Carpenter; chi vi scrive quando era giovane era considerato dai suoi amici una specie di ultrà del geniale regista, al punto da contare i giorni, le ore, i minuti e persino i secondi che mancavano all'uscita del suo nuovo film. Ora che giovane non lo è più, guarda con divertito stupore a questa sorta di cerimonia autocelebrativa che è Fantasmi da Marte. Sembra quasi che per Carpenter il tempo non sia mai passato; fa sempre lo stesso film con le stesse tematiche; le oscure forze del male che si impossessano degli esseri umani come nella Cosa o nel Signore del male; posseduti che si trasformano in feroci e mostruosi guerrieri barbari, vestiti in stile dark e punk che lanciano grida mostruose in un linguaggio incomprensibile. Unica concessione alla moda di oggi è il piercing, di cui fanno largo uso i dannati. E poi la droga che circola liberamennte sia tra le forze di polizia che tra i delinquenti; il solito prigioniero che come in 1997 fuga da New York, finisce per passare dalla parte della legge; la solita strage in carcere che ricorda troppo da vicino quella di Distretto 13 e la musica composta dallo stesso regista senza alcun risparmio di decibel. Il cinema, nel corso degli anni, è cambiato anche se poco in bene e molto in male ma Carpenter sembra quasi non essersene accorto e tira avanti per la sua strada, rispolverando il western di un tempo e contaminandolo con la fantascienza. Il risultato è un filmettino da serie B, da zona retrocessione che se fosse stato girato da un Deodato qualsiasi non sarebbe nemmeno stato distribuito nel normale circuito cinematografico. Carpenter tenta la stessa operazione fatta da Dario Argento con Non ho sonno; lì il regista romano si autocelebrava come maestro del giallo all'italiana, in Fantasmi da Marte è Carpenter che si atteggia a vate del fanta horror. Risultato è che entrambi, guardandosi troppo in un metaforico specchio filmico e piacendosi troppo, scivolano nel ridicolo, mostrandosi più che altro maestri dell'immutabilità.

Il Regista e gli attori

John Carpenter

Dopo aver detto di Carpenter e di quanto sia antiquato il suo modo di fare cinema, non ci resta altro da fare che stendere un velo pietoso sugli attori; passano tutti inosservati sullo schermo, dalla bella Natasha Henstridge, nella parte della poliziotta ad Ice Cube, del tutto inespressivo e fuori ruolo nella parte del prigioniero. Alla fine ci fa un gran figurone quel treno che partito verso la miniera ritorna indietro, apparentemente senza passeggeri a bordo, con il pilota automatico inserito. Sembra offrire l'unica interpretazione decente in questo scarso e vecchio film.

Marzio

La scheda del film

Regia:John Carpenter
Con:Ice Cube, Natasha Henstridge, Jason Statham, Clea DuVall, Pam Grier, Joanna Cassidy, Richard Cetrone.
Distribuzione:Columbia Tristar Genere: Fantascienza

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