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| La trama |
Kale, giovane teenager dei nostri giorni, è agli arresti domiciliari per aver messo ko a scuola un suo insegnante. Il ragazzo è ancora scosso dalla prematura morte del padre in un pauroso incidente stradale che ha coinvolto la loro auto mentre tornavano da una battuta di pesca. Vive in una tipica casa della provincia americana insieme ad una madre bella e sola che non ha mai nemmeno preso in considerazione l'ipotesi di risposarsi. L'essere costretto a stare sempre in casa e al non varcare i confini del proprio giardino, in ottemperanza al provvedimento di libertà restrittiva, ben presto fanno piombare il ragazzo in uno stato di frustrazione, a stento lenito dall'uso smodato di tv, internet e play station. Visto il disordine che impera in casa, l'affascinante Julie, madre di Kale, decide che è giunta l'ora di dare un taglio, nel vero e proprio senso della parola, alle cattive abitudini del figlio e lo costringe a fare un po' di ordine in quella stanza ormai ridotta in condizione pietose, nella convinzione che tutto ciò possa giovare al ragazzo, facendogli recuperare un minimo di rispetto per se stesso e la sua dignità. A Kale non rimane altro che passare le giornate in compagnia del suo fedele amico Ronnie, ipotizzando mitici viaggi i spiagge esotiche in compagnia di belle donne e mettere alla prova la sua indubbia competenza nel campo tecnologico, spiando la sua nuova giovane vicina di casa.
Peccato che in questo appassionante passatempo, incappi nel Sig. Turner, burbero viciono di casa che accortosi delle abitudini del ragazzo, ben presto mostra di non gradire quelle intromissioni nella sua vita privata. Solo che Kale si è messo in testa che il vicino di casa è quel pericoloso serial killer di cui la tv parla spesso; non gli resta altro che appostarsi tenacemente alla finestra e con l'aiuto della moderna tecnologia, spiarlo dalla sua stanza, coinvolgendo in questo pericoloso gioco il suo amico Ronnie e la sua bella vicina Ashley di cui si è pazzamente invaghito.
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| La recensione |
Prendi un copione che ricorda sin troppo da vicino La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock in modo da farne sembrare un remake; scegli come regista quel D.J. Caruso che ha quasi sempre lavorato per la televisione. Non dimenticare poi di scegliere come protagonisti un bello emergente come Shia LaBeouf che si avvia ad essere una nuova icona cinematografica per i giovani ed una altrettanto giovane e deliziosa Sarah Roemer; allo stesso tempo, giusto per pescare nel pubblico degli anta, completa il set con una Carrie-Anne Moss che sembrerà essere sempre più prigioniera di una sorta di sindrome da Matrix, visto che non azzecca più copioni decenti da quella trilogia, ma che come solitaria mamma di provincia è uno schianto da far perdere la tranquillità a più di un vicino e quel David Morse, grande caratterista, nei panni del presunto serial. Ne affidi la regia a quel David Caruso, impegnato soprattutto in tv a sfornare episodi su episodi di estenuanti serie televisive. Da questo cocktail è facile aspettarsi null'altro che un filmettino, uno dei tanti teen age movie destinati a passare inosservati, di cui ben presto ci si dimentica. Ed invece dopo i primi venti minuti francamente sconcertanti, con dialoghi che sembrano copiati da una qualunque soap televisiva, il film lentamente decolla. Sarà perché il regista, proprio per evitare quei tempi morti, di cui all’inizio e nascondere così la qualità modesta della sceneggiatura, decide di pigiare il piede decisamente sull’acceleratore, provocando più di un salto sulla sedia allo spettatore; o per la bravura degli attori, in particolare di Shia LaBeouf e Carrie-Ann Moss che occupano la scena con grande professionalità, riuscendo a coinvolgere lo spettatore in una vicenda vista a cinema milioni di volte. Certo è che il film non si ferma più, arrivando sino all’immancabile happy end finale ma risultando un gradevole passatempo estivo. Per carità nulla di trascendentale, tanto da spiegarne l’enorme successo avuto negli States ma un filmettino leggero che ha il pregio di non voler nascondere chissà quale messaggio.
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| Il Regista e gli
attori |
D.J. Caruso |
Una sufficienza stiracchiata, quindi, per Disturbia ed il suo regista, David Caruso che gira un film semplice, lineare, dalla struttura narrativa prevedibile ma avvincente ed efficace. Il pregio maggiore del regista sta forse nell’essersi subito allontanato dalla sua fonte di ispirazione. Mentre infatti, nella Finestra sul cortile Hitchcock puntava tutta l’attenzione sugli sguardi del protagonista, su quella finestra da cui poteva spiare l’avvenente vicina di casa, qui il regista punta l’attenzione più sui mezzi meccanici (macchine fotografiche, videocamere ma anche video telefonini), attraverso cui lo sguardo viene esercitato. Anche questa è una forma di distrazione dello spettatore che lo porta ad evitare impietosi paragoni con il capolavoro di Hitchcock. Del cast, tutto di discreto livello, abbiamo già detto, con uno Shia LaBeouf, nuova icona dei teenagers, da rivedere nel prossimo Indiana Jones; non ci resta che augurare al film un ottimo successo nell’uscita in dvd. Infatti sembra proprio girato per quel supporto, piuttosto che per il cinema. E non è un male che il mercato video si diversifichi da quello cinematografico, reclamando un suo spazio ed una sua dignità. Ne guadagnano la ricchezza (alla lunga anche la qualità) dell’offerta.
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