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La finestra di fronte

Giovanna e Filippo hanno due figli e sono sposati da nove anni; Filippo che non ha un lavoro fisso, è costretto a fare massacranti turni di notte in un deposito di carburante. Giovanna lavora come contabile in una polleria e di sera, dopo aver cenato e lavato i piatti, termina la sua giornata in cucina davanti alla finestra, fumando una sigaretta e cogliendo l'occasione per spiare Lorenzo, l'impiegato di banca che occupa l'appartamento di fronte. L'incontro di Filippo con un misterioso anziano signore che ha perso la memoria, scatena il caso che si annida nella vita di ognuno di noi. Giovanna che inizialmente non accetta l'idea di ospitare la persona anziana nemmeno per una notte sola, pian piano troverà in lui un punto di riferimento, aiutandolo a risolvere l'enigma della sua perdita di memoria. In questo avrà come complice quel Lorenzo tanto spiato e sognato; può un sogno impossibile, figlio di un momento di grande insoddisfazione personale e crisi familiare, trasformarsi in un'amore vero, senza travolgere e perdere definitivamente tutti gli affetti sino a quel momento più cari?...

La recensione

Malincommedia, è questo il termine da qualche critico coniato per quel giovane cinema italiano di qualità che ha in Muccino, D'Alatri e Ozpetek i principali rappresentanti. Grazie a questo filone il nostro cinema è uscito dagli anni bui della crisi della commedia all'italiana, riportando nelle sale spettatori di ogni età. La finestra di fronte ne è uno degli esempi più riusciti; malinconico, struggente, con quelle finestre in cui passato e presente si alternano, in un fedele specchio di come è ed è sempre stato, difficile vivere. Una scena su tutte varrebbe da sola il prezzo del biglietto del film: quella in cui l'uomo anziano e Giovanna ballano insieme, il primo andando indietro con la memoria ad una festa a cui aveva partecipato nei lontani anni '40 provando un terribile sentimento di gelosia; l'altra sognando di ballare con Lorenzo, idealizzata isola per fuggire da una vita che non la soddisfa appieno. C'è più poesia in quella scena che in tanti melensi film americani, costruiti solo per commuovere lo spettatore meno smaliziato. Pensare che chi scrive aveva subito una profonda delusione dal precedente film di Ozpetek, Le fate ignoranti; una storia all'apparenza bellissima, intrigante già solo leggendone la trama che si era, purtroppo, rivelata infarcita di troppi luoghi comuni. Ed invece La finestra di fronte non rischia mai di scivolare nel patetico e nel sentimentalismo più retorico. Anche il richiamo alla memoria, per non dimenticare un periodo infausto della nostra storia come i rastrellamenti nel ghetto degli ebrei del 1943, è fatto in una maniera tanto discreta che non toglie spazio alle vicende del film ma ne diventa un elemento imprescindibile. Alla fine è più utile alla memoria un film del genere, piuttosto che tanti altri che aggrediscono lo spettatore con i consueti nazisti urlanti.

Il Regista e gli attori

Ferzan Ozpetek

Stavolta Ozpetek fa veramente centro; regista capace, con i suoi precedenti film di suscitare mille aspettative non sempre mantenute, firma la sua opera più matura. Il suo è un cinema intelligente in cui sono le situazioni che si verificano sullo schermo, i dialoghi tra i protagonisti, i litigi, i fallimenti di una vita, le insoddisfazioni a parlare al cuore degli spettatori. Rispetto a Muccino ed al suo focalizzare l'interesse solo sul disgregato mondo borghese che conosce bene, il regista di origine turca compie un passo avanti; stavolta la storia è ambientata in un quartiere popolare ed ha come protagonista chi a stento riesce ad arrivare, economicamente, alla fine del mese. Ma si sa lo sguardo di Ozpetek è sempre stato rivolto verso gli emarginati, i diversi, per cui prima o poi l'incontro con situazioni sociali economicamente disagiate sarebbe avvenuto. Eccezionale come sempre Giovanna Mezzogiorno nella parte di chi si trova in un determinato momento della sua esistenza, ad avere la possibilità di scegliere, di cambiare una vita che gli appare desolatamente triste; ottimo Filippo Negro nella parte di un marito dalla esistenza tormentata ma che sa essere un perfetto padre di famiglia, capace com'è di gioire per un semplice cambio di turno che gli permette di stare più tempo vicino ai suoi figli. Stratosferica l'interpretazione dell'anziano signore che ha perso la memoria da parte di un Massimo Girotti che ha voluto, con questo film, lasciare il testamento artistico della sua bravura. Il film è a lui dedicato, ad una persona discreta che ha sempre portato in alto il vessillo del nostro cinema. Ci fa una buona figura anche Raoul Bova, nella parte di Lorenzo; in mezzo ad un cast di tale livello, per lui, il pericolo di farci la figura del pesce in barile era alto... Un ultima annotazione se mi è consentita per la finestra; una delle più belle scene è quella in cui Giovanna, complice una sua vicina di casa turca, decide di passare una notte con Lorenzo, nel tentativo di toglierselo dalla testa. Sfido chiunque, nei momenti più bui della propria esistenza, a non aver voluto, almeno per un attimo, dare un'occhiata da spettatore, alla finestra di fronte della casa dove, sino a quel momento, si era svolta la propria vita. Probabilmente se lo potessimo fare, ci renderemmo conto che la nostra vita non è poi così infelice e che in fondo siamo fortunati perché c'è gente che sta molto peggio di noi. Semplicemente strepitosa l'edizione in dvd del film, in vendita; due cd, il secondo pieno di extra, immagini nitidissime, audio perfetto, il tutto ad un prezzo veramente speciale. La Cecchi Gori Home Video mantiene fede alla promessa fatte all'inizio del 2003: distribuire film in dvd a basso costo, in modo da garantirne la rapida diffusione e la sostituzione definitiva delle ormai obsolete videocassette. Chi scrive, inizialmente scettico temendo che l'abbassamento dei prezzi finisse per andare a discapito della qualità, confessa di essersi ricreduto. E' un segnale incoraggiante quello che viene dalla Cecchi Gori che se seguito dalle altre case italiane (Medusa in primis), potrebbe assestare un tremendo e duro colpo alla pirateria. Il bello è che questo segnale ci viene da un'azienda falcidiata dalle vicissitudini economiche e personali del suo mentore; tanta pubblicità negativa avrebbe distrutto l'immagine di aziende anche più solide ma si vede che in quella società lavorano indomiti e coraggiosi combattenti, capaci di navigare in acque tempestose ed infide, facendosi apprezzare per il lavoro svolto, al di là della figura ambigua di chi quella azienda ha creato.

Marzio

La scheda del film

Regia: Ferzan Ozpetek
Con: Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Massimo Girotti, Filippo Nigro.
Distribuzione: Mikado
Genere
: Dramatico
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