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Déjà Vu -Corsa contro il tempo
di Marzio

La trama

Un ordigno nascosto all'interno di un furgone, fa saltare un traghetto che trasporta marinai e familiari in un giro sul fiume Mississippi. E' un immane tragedia, un attentato al cuore di una città (New Orleans) che deve ancora combattere contro le conseguenze disastrose dell'uragano Katrina. Il sospetto che si tratti di un attentato terroristico attentamente pianificato, è confermato dai rilevamenti di traccie di esplosivo che sembrerebbero simili a quelli rinvenuti ad Oklahoma. Del caso viene incaricato, per la locale sezione A.T.F. il detective Doug Carlin che non riesce a contattare il suo collega Larry Minuti con cui la sera prima ha avuto un aspro scambio di vedute. Le capacità di Carlin, il suo esaminare con cura ogni minimo dettaglio, spingono i funzionari dell' FBI ad informarlo dell'esistenza di un unità speciale che grazie ad un sistema sofisticatissimo di satelliti, riesce a perlustrare lo spazio ed il tempo quattro giorni prima del verificarsi degli eventi. Il cadavere di una giovane e bella donna, rinvenuto nelle acque del fiume, proprietaria dell'auto usata per l'attentato, fanno piombare Carlin in una situazione di estremo disagio: è convinto di aver già conosciuto Claire (questo è il nome della vittima) e vorrebbe fare di tutto per salvarla dalla sua tragica fine. Ma si può modificare il passato, salvando Claire e magari evitando quell'attentato così orribile ?...

La recensione

Di film che parlano di buchi temporali (Donnie Darko), persone che ritornano dal futuro (Ritorno al futuro per l'appunto) o che magari affrontino con ironia il tema del passato che può essere modificato (Se mi lasci ti cancello) è pieno il cinema. La sensazione che si prova guardando questo film è proprio quella di vivere continui déjà vu, con immagini e situazioni prese in prestito da tanti altri film che hanno affrontato questo tema. Addirittura dopo una prima fase felice in cui le immagini del disastro/finzione si alternano a quelle realmente girate dopo l'uragano Katrina, il film vive un momento poco convincente; inutilmente complicate appaiono le spiegazioni sul fenomeno dell'universo che si piega, con gli oggetti che si avvicinano di più a noi nel tempo, alla luce del fatto che che il film è destinato al vasto pubblico ed ha il solo scopo di intrattenere. Déjà Vu ha anche il difetto di essere un film furbo, attentamente costruito da quel produttore (Jerry Bruckheimer), ormai sempre più stratega di blockbuster che hanno il solo scopo di scalare il box office. Il prode Jerry, per raggiungere il suo scopo, ha voluto alla regia quel Tony Scott, fratello meno dotato di ma bravo nel costruire sequenze mozzafiato e nel dare ritmo alla storia, avvalendosi della indubbia esperienza maturata come regista di videoclip. Detto questo Déjà Vu è un film che si può tranquillamente guardare. Avvince e diverte lo spettatore con scene spettacolari (su tutte quella dell'attentato sul fiume ma anche quelle girate nell'abitazione della ragazza protagonista del film e quelle all'interno della fattoria in cui abita il terrorista) che hanno il pregio di farsi apprezzare perchè mai soffocano la storia né i personaggi. Felice è la scelta di puntare ancora, come protagonista, su Denzel Washington, attore che ha molto lavorato con Scott, capace di dare spessore anche a personaggi disegnati in maniera superficiale. Di contro appare poco curata la parte più propriamente politica del film, visto che le immagini del disastro provocato dall'uragano Katrina appaiono solo all'inizio del film, poi la immagine di una New Orleans al tappeto, in cui evidenti sono i ritardi nella ricostruzione, sbiadisce lasciando spazio a quella di una qualsiasi altra città. Semplicemente puerili, forse per non suscitare ulteriori polemiche in periodi in cui già ce ne sono troppe, sono le motivazioni politiche portate a pretesto dal terrorista per il suo folle gesto. Eppure bisogna riconoscere che nel complesso il film tiene, finendo per non scontentare del tutto lo spettatore; infatti, soprattutto qui da noi, Déjà Vu è piaciuto al pubblico mentre la critica (come negli States) lo ha regolarmente massacrato. In questo caso siamo dalla parte del pubblico; il film non è certo un capolalavoro né può essere considerato tra i migliori del suo genere ma conserva una certa dignità per tutta la sua durata, convincendo lo spettatore di non aver speso soldi inutilmente.

Il Regista e gli attori

Tony Scott

Tony Scott, dopo la parentesi più personale e poco felice di Domino, si cimenta nuovamente con una grossa produzione. Avendo a disposizione un budget generoso, costruisce il film con un buon ritmo. Certo non mancano, come già detto, scene che sanno di già visto ed una certa prevedibilità dei fatti narrati ma non vi è dubbio che il film, pur nel suo genere di puro prodotto di evasione, è confezionato con una certa eleganza formale. Di Denzel Washington e della sua immensa bravura si è già detto; c'è da aggiungere che anche se leggesse l'elenco telefonico, rischierebbe di essere comunque candidato all'oscar. Di fronte a lui scompare un imbolsito Val Kilmer, nella parte dell'agente federale a capo della speciale unità, francamente al di sotto anche delle sue ultime non brillanti prestazioni. Tutto sommato irrilevante James Caviezel nella parte di uno dei terroristi dalle motivazioni meno credibili della storia del cinema; molto bella Claire Kuchever in quella della protagonista che tutti noi vorremmo salvare da un epilogo ingiusto, non solo il detective Carlin...

La scheda del film

Regia: Tony Scott.
Con: Denzel Washington, James Caviezel, Val Kilmer, J.W. Williams, Adam Goldberg, Ritchie Montgomery, Enrique Castillo.
Distribuzione: Buena Vista.
Genere: Azione
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