 Anno di grazia per Zemeckis che fa di nuovo centro con un film completamente diverso da "Le verità nascoste" in cui ripete la felice collaboraione con "Forrest Gump" - Tom Hanks. La storia è nota: Chuck, uomo d'affari di successo scampa ad un disastro aereo approdando su un'isola deserta, dove si misurerà per anni con il problema della sopravvivenza e una dimensione del tempo del tutto estranea a quella cui era abituato; il ritorno alla vita civile non sarà tutto rose e fiori... Il film è nettamente diviso in due parti: la prima spettacolare e avventurosa della vita nell' isola, dove l'animale urbano fa di necessita virtù per tirare a campare, ma trova spazio e modo anche per la creatività e l'amicizia (parentesi: il televisivo Survivor, che dovrebbe essere vero ma risulta tanto finto ci fa preferire di gran lunga ciò che si dichiara finto ma ci emoziona come fosse vero). Nella seconda parte si tooccano corde più intimiste, perchè il protagonista reduce ci coinvolge tutti in qualche modo (chi di noi non è anch'esso reduce da qualchecosa o da qualcuno ?), dimostrando cose ovvie ma sempre sconvolgenti: la vita continua anhe senza la nostra presenza, i sentimenti a volte cambiano a volte no, le coincidenze ... sono sempre quelle che ci fregano. Ma le coincidenze spesso anche salvano: la scena finale apre lo spiraglio alla speranza e se come noi siete stati un pò distratti, restate seduti altri cinque minuti per gustare meglio il cerchio che si chiude con la scena iniziale.
Cristica
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