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| La trama |
Il primo incontro con quello che sarà il futuro agente 007 con licenza di uccidere, non è proprio di quelli da definire indimenticabili: all'interno di un bagno mentre un killer violento gli sta spaccando la faccia. Il prode James provvede, of course, ad uccidere sia il sicario che il suo mandante, ottenendo la qualifica di agente speciale segreto al servizio di sua maestà. Subito dopo lo ritroviamo alle Bahamas costretto ad inseguire trafelato un sospetto terrorista che si rifugia all'interno della propria ambasciata. Ma nulla può fermare lo spietato ed anche cinico agente super segreto: in men che non si dica, contravvenendo ad ogni regola diplomatica, non solo uccide il sospetto ma incendia l'ambasciata provocando una carneficina tra i soldati che stavano tentando di fermarlo. La notizia fa il giro dei network di tutto il mondo, mandando su tutte le furie l'agente M, capo storico di 007. Tuttavia quel misto di arroganza, coraggio, decisione e forse anche incoscienza, conquistano a tal punto M da indurla ad affidare al poco politico agente segreto un caso estremamente delicato. Deve seguire attentamente Le Chiffre, spericolato banchiere che investe in borsa il danaro sporco accumulato dai regimi dittatoriali di alcuni paesi africani. Per specularci ancor di più, Le Chiffre organizza personalmente attentati contro società quotate in borsa, provocandone il rovinoso crollo dei titoli, a tutto vantaggio di quelli in cui lui stesso ha investito. Il suo prossimo obiettivo è un nuovo prototipo di aereo civile, prodotto dagli Stati Uniti che sta per essere inaugurato a Miami. Bond ha pochissimo tempo per scongiurare l'attentato e sedersi al tavolo del Casinò del Montenegro per giocare a poker e sconfiggere Le Chiffre che cercherà di rifarsi dalle perdite subite per restituire ai suoi pochi diplomatici clienti non solo le somme investite ma anche i lucrosi interessi promessi. Riuscirà James, in questo gioco pericoloso, a salvare la propria pelle ed a fare gli interessi di sua maestà ?. E ce la farà a stare alla larga da quel pericoloso universo femminile che tanti problemi già crea a noi poveri esseri normali ? (Chi dice donna, dice danno e tanti altri schiocchi luoghi comuni del genere...).
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| La recensione |
“Ancora tu ma non dovevamo vederci più”, sono i versi di una celebre canzone del compianto Lucio Battisti che sembrano proprio essere stati scritti per 007. Dato troppe volte per finito, a causa di una lunga serie di film che stavano ormai logorando i fans più accaniti, Bond ritorna sul grande schermo, grazie alla testardaggine dei produttori. Non solo non si sono arresi di fronte alla lista dei rifiuti eccellenti (Brad Pitt, Jude Law, ) collezionata per impersonare l'agente segreto ma anche quella altrettanto folta di attrici più o meno note (tra cui spiccano Scarlett Johansen, Naomi Watts), contattate per la parte un tempo ambitissima di Bond girl. Tirava un'aria da flop sicuro, confermata dalle migliaia di messaggi di protesta inviati dai fans dell'agente speciale più famoso del mondo, alla notizia che la scelta era caduta sull'attore inglese Daniel Craig. Più tozzo e rude di Pierce Brosnam, l'ultimo 007, dallo sguardo troppo di ghiaccio per apparire ironico come Sean Connery e simpatico come Roger Moore. Figurarsi se i critici (ad eccezion fatta questa volta di quelli italiani) si lasciavano scappare la ghiotta occasione di crocifiggere il film già durante la lavorazione; bollato come inutile remake, accusati i produttori di accanimento terapeutico nei confronti di un personaggio ormai troppo sfruttato, neanche il nome del regista (Martin Campbell che già aveva diretto un altro film, GoldenEye, sulla famosa spia, era servito a dissipare lo scetticismo dei più. Ed invece il film esce nelle sale ed oltre ad essere, in termini di incasso, un successo strepitoso, ottiene delle lusinghiere recensioni. E bisogna dire che se le merita sia per il ritmo incalzante che mantiene dall'inizio alla fine, sia per i dialoghi mai banali. Si vede che in fase di sceneggiatura è stato fatto un ottimo lavoro da Paul Haggis; lo sceneggiatore preferito da Clint Eastwood ma anche regista del pluri premiato Crash, scrive una storia tesa ed avvincente in cui i personaggi non sono mai disegnati in maniera superficiale. Sono cinici e freddi quando si tratta di svolgere il lavoro sporco ma mostrano le loro umane debolezze (vedi il pianto di Vesper sotto la doccia) quando si tocca la loro sfera privata. Felice è la scelta di Daniel Craig nei panni di 007; è un James Bond diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto. Arrogante, presuntuoso, uccide con lucida determinazione, apparentemente senza provare alcun rimorso. Poi, di fronte alla bond girl di turno, si lascia sedurre dal sogno di una vita diversa, magari in quella romantica Venezia, culla di tanti amori. Altra novità senz'altro da apprezzare è l'assoluta mancanza, in questo remake, dei tanti oggetti di cui sempre era dotata la super spia. Bond combatte con le proprie mani, viene ferito, si inerpica su una gru per saltare su un impalcatura, il tutto senza l'aiuto dei soliti gadget che alla lunga finivano per annoiare, rendendo ridicola tutta la storia. Confessa il sottoscritto di aver fatto, talcolta, fatica a distinguere il vero Bond dalla parodia che ormai parecchi anni fa ne fece Lando Buzzanca, interpretando l'agente segreto James Tont, per via della miriade di gingillini di cui era dotato.
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| Il Regista e gli
attori |
Martin Campbell |
Martin Campbell azzecca il ritmo giusto, non soffocando mai i personaggi; memore del mezzo flop con il recente La leggenda di Zorro, firma un film spettacolare, in cui i personaggi non vogliono per forza apparire simpatici allo spettatore, sono così come li ha voluti lo sceneggiatore. Proprio per questo Daniel Craig è il migliore Bond che si sia mai visto, forse superiore allo stesso (so che in questo momento mi farò molti nemici) Sean Connery. Sguardo allucinato, fredda gelidamente le sue vittime, senza un briciolo di compassione; un moderno serial killer che lavora per i servizi segreti britannici. Perfetta è Eva Green, nella parte di Vesper Lynd, bella tesoreria incapace di scendere a compromessi. Entrambi nascondono un disagio per quello che fanno che attraversa tutto il film. Buona, come sempre, l'interpretazione di Giancarlo Giannini, collaboratore dei servizi segreti che opera in Montenegro e da salutare con piacere quella della sarda Caterina Murino, nei panni di una sensuale bond girl. Ma nel folto stuolo di attori italiani impegnati in questo film, spicca Claudio Santamaria, nella parte di un lucido terrorista. Non dice una sola parola ma dallo sguardo traspare tutta la glaciale determinazione nel portare a termine una missione così terribile. Complimenti e speriamo che le grandi produzioni internazionali si servano sempre più di attori italiani.
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