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I film che non si dimenticano

Cars-Motori ruggenti
di Marzio

La trama

Saetta McQueen è una giovane auto da corsa dal futuro molto promettente; testa calda, desiderosa di essere sempre al centro dell'attenzione, è sicura di vincere la Piston Cup, un po' perchè crede di essere la più veloce e molto perché sogna di entrare nel mondo dorato dello show business, diventando addirittura diva del cinema. Sulla sua strada ha due ossi così duri (il pluricampione e l'eterno arrogante secondo) che la gara finisce clamorosamente al foto finish, con i vincenti costretti ad un singolare spareggio a tre in California. Nella tappa di trasferimento, Saetta finisce casualmente per perdersi a Radiator Springs, ridente località della provincia americana ai tempi in cui l'attraversava la Route 66 , ora completamente tagliata fuori da un'infame autostrada. L'intemperante McQueen dopo aver sconvolto la vita sin troppo apatica della cittadina provocando enormi disastri, è costretto da un improvvisato tribunale del luogo a risarcire i danni provocati alla comunità, asfaltando l'unica strada che attraversa Radiator. Solo grazie all'intervento di un avvocato giovane e bella di nome Sally, una fiammante Porsche del 2002, riesce ad ottenere una pena più mite (una sorta di affidamento ai servizi sociali). Va da se che l'amore tra le due auto non tarderà a sbocciare e che Saetta, anche con l'aiuto di un arrugginito ma simpaticissimo carro attrezzi di nome Carl, riuscire ad inserirsi in quella strana comunità, in cui il tempo sembra essersi di colpo fermato, costringendolo ad un approfondito esame di coscienza sul tipo di vita finora condotto. Ma la Piston Cup incombe: riuscirà Saetta a conciliare il tempo dell'amore con quello dello spettacolo...?.

La recensione

Semplicemente stupefacente, questo ultimo lungometraggio della Pixar: la piccola casa che tanto ha rivoluzionato il mondo dei cartoons, festeggia le sue difficili nozze con la Disney superandosi con un film che è un vero e proprio piccolo gioiello. Il primo impatto è addirittura sconvolgente se si pensa solo ai tempi dei classici della Disney, quando lo spettatore ci metteva un po' a superare l'inevitabile sensazione di falsità che il mondo dei cartoni trasmetteva. Poi è anche vero che la magia della Disney, un vero e proprio marchio doc, perfetto mix di simpatia dei personaggi creati e impeccabile confezione del prodotto, riscaldavano gli animi degli spettatori più freddini, finendo per soddisfare grandi e piccini. (nonostante qualche ovvia caduta nel melenso). In questo Cars, molto più che in Nemo e in Gli incredibili (tanto per citare altre due pietre miliari nella storia della Pixar), sin dalle prime scene si finisce per accettare un mondo che reale non lo è affatto. Città abitate da macchine, hotel costruiti a forma di coni stradali, urlanti spettatori su quattro ruote che assistono alla grande corsa (ovviamente la Piston Cup), incuranti dei problemi che possono esserci a Radiator Springs, un tempo località molto frequentata dalle auto di passaggio, dove esisteva persino un famoso hotel di lusso dalle accattivanti forme di mozzo (della ruota ovviamente)... E' proprio in quel posto sperduto che vive Luigi, una cinquecento di professione meccanico che parla romagnolo e tifa appassionatamente per le Ferrari; Doc, il gran saggio del villaggio che negli anni '50 era una roboante auto da corsa, vincitrice di ben ben tre Piston Cup, costretta poi da un pauroso incidente a ritirarsi da quel mondo ed a rifugiarsi nel silenzio di Radiators Spring; per non parlare del camion dei pompieri che si commuove, dei trattori stupidi che vanno continuamente in tilt perchè spaventati dai colpi di clacson del simpatico carro attrezzim Carl. Ci sono persino gli insetti a forma di auto che infastidiscono le notti quiete degli abitanti di questa strana cittadina, già tormentata dall'incubo del mostro, una gigantesca mietitrebbia che muore dalla voglia di vendicare i poveri trattori. Il bello è che non si fa assolutamente nessuna fatica a farsi trascinare in questo mondo, a condividere il messaggio che il film lancia su quelle piccole località troppo in fretta abbandonate a se stesse, vittime di un progresso (simboleggiato dall'autostrada) che per far risparmiare dieci minuti priva chi le percorre di spettacoli imperdibili. Incredibile che un film del genere, non volendolo, rievochi il dibattito recentemente scaturito qui da noi dai fatti di Brescia, sullo sviluppo perverso che hanno avuto le nostre piccole città, divenute troppo in fretta immense, finendo per perdere la loro anima. Ora si parla con una certa insistenza del progetto Vema 2026, piccola cittadina da far sorgere tra Verona e Mantova, costruita a misura d'uomo, dove le persone possano socializzare, a differenza di quello che succede nelle nostre degradate periferie. Questo progetto coraggioso ed al tempo stesso rischioso, ricorda Radiator Springs, dove tutti si conoscono (proprio perché la città è piccola) e si aiutano e dove la memoria viene non solo conservata ma coltivata. Poi non vi è dubbio che ci sia anche il rovescio della medaglia: un mondo dove le auto parlano e provano sentimenti, in cui gli esseri umani non sono previsti neanche come errore della natura, fa realmente ridere o incute un po' di paura ed a pensarci bene tristezza ?. Finiremo davvero così, soppiantati da auto che hanno ereditato i nostri pregi (pochi) e gli innumerevoli difetti ?...

Il Regista e gli attori

John Lasseter

John Lasseter, regista del mitico Toy Story e poi produttore di tutti i successivi successi della Pixar, ritorna (forse per festeggiarne il ventennale) dietro la macchina da presa finendo un film che fa ridere ed al tempo stesso (per le ragioni su esposte) angoscia. Dura quasi due ore, forse troppe per un cartone, ma è così coinvolgente che i bambini non corrono mai il rischio di annoiarsi ed i grandi non si pentono di averli accompagnati. Un'ultima considerazione per il doppiaggio in italiano, una volta tanto degno della nostra migliore tradizione; una Sabrina Ferilli superlativa nel dare la voce a Sally; Marco Messeri strabiliante nel doppiare uno scatenato e mattacchione carro attrezzi; dulcis in fundo i sorprendenti Marco della noce e Alex Zanardi che danno voce rispettivamente a Luigi, cinquecento romagnola ed al suo fido assistente Guido, entrambi fanatici delle rosse Ferrari.

La scheda del film

Regia: John Lasseter.
Con: Bob Costas, Katherine Helmond, Bonnie Hunt, Ray Magliozzi, Tom Magliozzi.
Distribuzione: Walt Disney Pictures, Pixar.
Genere: Animazione
Sito italiano del film

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