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Il diario di Bridget Jones

La trama

Bridget Jones è una trentenne single un pò sovrappeso che passa il suo tempo libero, tra una bevuta e l'altra, ad ascoltare buona musica. Colpita da atavica fame (di maschi si intende), sempre alla ricerca dell'uomo della sua vita, rimane tremendamente ferita dal giudizio negativo espresso su di lei da un avvocato sin troppo consevatore che la definisce esaurita, alcolizzata e divorata dal vizio del fumo. E siccome, talvolta, sono proprio i giudizi più negativi, a scuotere chi li riceve, Bridget decide di cambiare radicalmente carattere e vita. Regola prima per trovare quel principe azzurro che poi la condurrà sull'altare, è cambiare profondamente il proprio look, provando ad essere più seducente ed aggressiva. Le sue nuove minigonne sexy attirano subito l'attenzione del giovane capo ufficio. Il tipo ci sa fare con le donne; è un'agguerrito seduttore ma parlare di matrimonio con lui ha lo stesso effetto che evocare il diavolo in persona. Si da il caso che Bridget, nonostante tutti i cambiamenti esteriori, non riesca a perdere quella ingenuità che la ha sempre contraddistinta. Se ciò, in genere è un bene, nel rapporto con quel capo si rivela un handicap grossissimo. Coinvolta totalmente nella relazione che nasce tra di loro, commette il fatale errore di invitarlo ad una strana festa, in cui gli uomini vestono da preti e le donne da conigliette. Risultato di questa splendida festa è che il capo ufficio, pur di non incontrare i genitori di Bridget a loro volta invitati, se la da a gambe e la scalognata impiegata finisce per rimanere nuovamente sola. Non tutti i mali vengono per nuocere; dovunque vada Bridget finisce per incontrare quell'avvocato che aveva espresso un giudizio così poco lusinghiero su di lei. Peccato che sia così antipatico ed invadente perchè è anche un bell'uomo. Pian, piano inizia ad insinuarsi in Bridget il sospetto che il tenebroso avvocato abbia preso una cotta per lei...

La recensione

Film fenomeno di questa stagione cinematografica, acclamato come autentico manifesto delle donne single, Il diario di Bridget Jones si rivela una commediola fiacca e deludente. Una sterile storia di una trentenne ancora alla ricerca del grande amore, condita qua e là, da qualche battutina tutt'altro che travolgente, con stucchevole e prevedibile lieto fine da romanzo rosa. Se questo è il film manifesto della generazione dei trentenni, preferiamo tenerci ben stretto il nostro Ultimo bacio. Stavolta la commedia inglese che negli ultimi tempi si era fatta preferire a quella americana per originalità ed impegno (vedi Billy Elliot della trascorsa stagione cinematografica), incespica in un copione poco convincente. Alla fine ci si appassiona di più alle vicende della Disneyana Biancaneve, alla ricerca del principe azzurro, piuttosto che a questa Bridget Jones, descritta come ingenua e sognatrice ma che appare più che altro stupidina. In quella favola c'erano i sette nani che ci facevano divertire, qui quanto a ironia, vis comica e risate siamo proprio alla frutta...

Il Regista e gli attori

Sharon Maguire

Peccato per i pur bravi Hugh Grant e Renée Zellweger; ce la mettono davvero tutta per tirar su il film; Purtroppo la barca fa acqua da tutte le parti e debbono arrendersi di fronte alla pochezza della sceneggiatura. A ben pensarci due sorprese ce le riservano: l'uno Hugh dando il meglio di se nelle scene che accompagnano i titoli di coda e l'altra, Renée, garantendo con l'enorme successo commerciale di questo film dovuto, principalmente, alla sua interpretazione, la distribuzione di quel vero e proprio piccolo gioiellino che è Betty Love di cui è splendida protagonista. Betty senza Bridget di sicuro avrebbe avuto vita difficile sugli schermi.

Marzio

La scheda del film

Regia:Sharon Maguire
Con: Renée Zellweger, Hugh Grant, Colin Firth, Jim Broadbent.
Distribuzione:U.I.P. Genere: Commedia

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