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Un borghese piccolo piccolo

di Adriano
La trama

Giovanni Vivaldi è un impiegato ministeriale romano, stimato da tutti, forse un po' troppo ossequioso con i superiori. Tra poco andrà in pensione e sogna di far entrare al suo posto suo figlio diplomato ragioniere, ma c'è il pubblico concorso e serve una spintarella. L'uomo giusto è il dottor Spazioni, il suo superiore diretto, influente perchè massone. Per ingraziarselo Giovanni si iscrive alla Massoneria e nella cerimonia d'iniziazione scopre che molti suoi colleghi sono affiliati. Una mattina, mentre accompagna il giovane a sostenere la prova orale del concorso, sono coinvolti in una sparatoria tra polizia e rapinatori in fuga e il giovane resta ucciso. La madre appresa la notizia dal telegiornale viene colta da malore e resta muta e paralizzata. Il padre, convocato in questura per un confronto all'americana, vede l'assassino ma finge di non riconoscerlo. All'uscita lo pedina per scoprire la sua abitazione. Al momento opportuno, di notte e sotto un violento acquazzone, si avvicina con un pretesto e lo stordisce con alcuni colpi di crick. Lesto carica il corpo sulla sua utilitaria e lo porta nella casetta di campagna. Il giorno dopo conduce la moglie in sedia a rotelle a vedere l'ostaggio legato a un palo e, incurante dello sguardo terrorizzato della donna, sevizia e colpisce a morte il giovane. La moglie non regge all’orrendo spettacolo e si accascia morta, il cadavere dello sventurato viene sepolto. Il delitto non viene scoperto e Giovanni torna alla vita di tutti i giorni. Ormai è solo e non ha più nulla da perdere: d’ora in poi nessun torto resterà impunito.

La recensione

Tratto dal romanzo omonimo di Vincenzo Cerami, il film racconta una dura e drammatica storia di violenza metropolitana. Il tema di scottante attualità è il sogno inconfessato di molti di farsi giustizia da sè, specie quando la giustizia è troppo lenta o indulgente con la criminalità. Giovanni è un italiano medio, mite e inoffensivo, un uomo della "maggioranza silenziosa", come si diceva una volta. Assistiamo con sgomento alla sua metamorfosi che lo trasforma in un feroce giustiziere per vendicare gli affetti distrutti, in un crescendo drammatico e coinvolgente. Come in tanti film di Sordi c'è un riferimento ai mali nazionali: la burocrazia onnipotente, i poteri occulti, la raccomandazione, i disservizi delle strutture pubbliche (la sequenza della bara smarrita nel deposito del cimitero). Monicelli stimava molto Sordi, la sua interpretazione è straordinaria e dimostra la maturità artistica e la versatilità del bravo attore romano, impegnato in una parte “seria”, con poche concessioni alle solite gag di repertorio, che talvolta fanno capolino (il colloquio con Spaziani, la caricaturale cerimonia d’iniziazione) per stemperare il clima di alta drammaticità. Accanto a Sordi il bravo Romolo Valli e una sfatta Shelley Winters, nei panni della moglie.

La scheda del film

Regia: Mario Monicelli.
Con: Alberto Sordi, Shelley Winters , Romolo Valli , Vincenzo Crocitti Renzo Carboni , Enrico Beruschi, Francesco Dadda Salvaterra, Marcello Di Martire, Edoardo Florio, Mario Maffei, Antonio Meschini, Aldo Miranda, Paolo Paoloni, Valeria Perilli.
Soggetto: dal romanzo di Vincenzo Cerami.
Sceneggiatura: Sergio Amidei, Mario Monicelli.
Musica: Giancarlo Chiaramello. Fotografia: Mario Vulpiani.
Montaggio: Ruggero Mastroianni.
Distribuzione: Auro Cinematografica
Genere: Drammatico

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