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Black Book
di Marzio

La trama

Rachel Stein, giovane cantante ebrea prima della guerra, cerca di sfuggire alle persecuzioni razziali abbandonando i territori olandesi occupati dai tedeschi invasori. E' il 1944 e nonostante i continui rovesci, il regime nazista sembra ancora solido. Rachel, su consiglio di un notaio depositario delle volontà dei suoi genitori scomparsi durante la repressione anti semita, prende contatto con un membro della resistenza olandese che si occupa di mettere al sicuro i cittadini olandesi di origine ebraica nella parte indipendente del territorio. Nel salire sul battello, Rachel ha la sorpresa di riabbracciare i genitori ed il fratello: sarà l'ultima volta che li vedrà, visto che non appena a largo, il battello sarà assalito dai tedeschi che uccideranno tutti i prigionieri. All'infuori di Rachel, ovviamente, che riesce a fuggire gettandosi in acqua; mimetizzandosi fra le alghe assisterà al saccheggio, da parte dei tedeschi, di tutto ciò (oro, monete e gioielli) che gli sventurati fuggiaschi avevano addosso al momento del vile agguato. Salvata dalla resistenza olandese, vi farà parte cambiando identità (sarà Ellis De Vries) e cercherà di vendicare la morte dei genitori, accettando un incarico ad alto rischio: conoscendo in maniera fortuita, un ufficiale nazista di alto grado operante nei territori olandesi occupati, grazie alla sua avvenenza ed al suo splendido corpo, gli farà rapidamente perdere la testa. Sarà l'infiltrata che permetterà alla resistenza di entrare nelle più segrete stanze del potere nazista, il cavallo di Troia che contribuirà a portare alla fine quell'orribile occupazione. Ma le cose, come la vita insegna, non sono mai lineari: infatti Rachel/Ellis non solo finisce per innamorarsi del solitario gerarca provocando la gelosia del medico, capo dei partigiani, a sua volta di lei invaghitosi ma è costretta a fronteggiare la naturale diffidenza dei suoi compagni, sempre più convinti che la donna si sia fatta un po' troppo coinvolgere dal rapporto con il nazista. Per non parlare dell'aperta ostilità con cui il violento e sadico collaboratore di Mütze (il gerarca invaghitosi di Ellis) la accoglie; vorrebbe fisicamente possederla ma in fondo spera ardentemente che sia una spia, proprio per incastrare Mütze e prendere il suo posto. Riuscirà Ellis a convincere i partigiani di essere ancora una di loro e a guarire dalla passione per l'ufficiale nazista, non destando suoi sospetti?...

La recensione

Paul Verhoeven, regista olandese di solida professionalità, già da molti anni aveva intenzione di riprendere in patria il discorso interrotto con Soldato d'orange e girare un film meno partigiano sui conflitti che in seno alla resistenza olandese si aprirono dopo la fine dell'occupazione tedesca. Black book è un ottimo film, magistralmente interpretato che tiene lo spettatore incollato sulla poltrona sino all'ultima scena. Frutto di un lungo e certosino lavoro di consultazione dei testi storici, il film ha il pregio di affrontare un argomento scomodo (la persecuzione degli ebrei da parte dei tedeschi, la violenta occupazione ed il collaborazionismo in seno alla società olandese, la caccia alle streghe non dichiarata di una parte della resistenza contro complici, presunti o tali del regime) con coraggio, senza alcuna indulgenza. Colpisce che mentre qui da noi venga bollato come revisionista chiunque tenti di far luce sugli episodi oscuri che avvennero dopo la cacciata dei tedeschi (forse inevitabili dopo una forma di oppressione così dura come il fascismo ed un occupazione così violenta come quella tedesca), in Olanda il dibattito sia tanto civile e si permetta ad un regista come Verhoeven di analizzare quel difficile periodo, non accusandolo mai di essere un revisionista. Seppur costruito come un fouilleton, con un occhio di riguardo anche all'azione, il film non scivola mai nella mera fiction. Si vede che Verhoeven ci sa fare ed ha fatto tesoro dell'esperienza (un po' troppo altalenante per la verità) con il cinema americano. Anche il carattere dei personaggi è descritto in maniera tutt'altro che approssimativa e mai superficiale; certo sono estremizzati ma non corrono mai il rischio di sconfinare nella caricatura. In particolare quello di Ellis sembra disegnato con particolare cura: sensuale, provocante ma al tempo stesso coraggiosa, sembra uscita da Basic Instinct, il film certamente più fortunato di Verhoeven. Ellis si muove nelle stesse atmosfere di quel film (molto dark, fatalmente peccaminose) che a loro volta sembrano più adatte ad una vicenda come quella narrata in Black Book che non a quelle del tanto commercialmente celebrato lavoro di Verhoeven. Ne risulta un film tetro, angosciante, disperato in cui anche il sesso diventa una forma di ricatto e controllo da parte del potere nazista ed un' arma della resistenza per distruggere quel terribile regime. Tutto il film è lo scivolare sempre più di Ellis in un labirinto dove paura, odio, oppressione, passioni estreme e sfrenate prendono sempre più il sopravvento sulla ragione. Nessuno è disposto a riconoscere di aver perso, tutti rischiano di perdere l'anima.

Il Regista e gli attori

Paul Verhoeven

Bravo Paul Verhoeven che non farà tanti film ma quando li gira mostra ancora intatta un indubbia capacità di fare scandalo. Ritorna al cinema dell'impegno, senza mai perdere di vista lo spettacolo; certo lo aiuta una vicenda tutta intrighi e tradimenti, dove alla fine nessuno è realmente come appare ma bisogna riconoscere al regista olandese per lo meno una notevole professionalità nella messa in scena, una scelta narrativa quanto mai convincente ed avvincete, un montaggio che garantisce un ritmo sempre serrato al film. Semplicemente straordinaria è poi l'interpretazione di Rachel/Ellis da parte di Carice van Houten; seducente, provocante, di animo nobile, attraversa tutto il film come un eroina da romanzo di appendice. Se l' oppressione, la feroce dittatura, la selvaggia repressione possono provocare, talvolta, una sorta di sindrome di Stoccolma tra la vittima ed il suo carnefice, questo non è il suo caso. E' una guerriera sia quando si tratta di combattere, in nome della libertà, per il suo popolo, sia quando, per amore, difende l'ufficiale nazista. Non è un caso che ad inizio di film la incontriamo in un kibbutz ad insegnare, in uno di quegli insediamenti israeliani dove tuttora si respira ogni giorno aria di guerra. Il livello dell'attrice olandese è di una spanna superiore a quello della sin troppo decantata Sharon Stone di Basic Instinct. In definitiva Black Book è un film certo non esente da pecche (un eccessivo compiacimento per il colpo di scena ad ogni costo) ma riuscito; non un capolavoro ma un film che stimola più di una riflessione su uno dei più controversi periodi della storia recente.

La scheda del film

Regia: Paul Verhoeven.
Con: Carice van Houten, Thom Hoffman, Halina Reijn, Sebastian Koch, Christian Berkel, Waldemar Kobus, Michiel Huisman, Derek de Lint.
Distribuzione: DNC.
Genere: Guerra
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