|
|
Bellissima |
La trama |
A Roma una piccola folla di donne e bambine fa ressa ai cancelli di Cinecittà: il regista Alessandro Blasetti cerca una bambina per un film e tra poco ci sarà la prima selezione. Concluse le prove Maddalena Cecconi si allontana soddisfatta: sua figlia, Maria, è stata ammessa al provino. La donna, di modeste condizioni sociali ma ambiziosa e determinata, sogna per sua figlia un futuro di stella del cinema. Per questo, in vista del provino, si dedica anima e corpo ad assicurare alla piccola Maria la migliore preparazione, senza badare a spese e contro la volontà di Spartaco, suo marito. Per farsi raccomandare non esita ad affidarsi a un certo Alberto Annovazzi, conosciuto per caso a Cinecittà, una canaglia che le spilla i risparmi e tenta di sedurla. Dopo tanti fatiche finalmente Blasetti con il suo staff vedrà i provini. Maddalena assiste di nascosto alla proiezione, e fin dalle prime immagini capisce subito che la prova è fallita: la piccola a disagio piange mentre si odono le risate e le batture feroci della giuria. Delusa e irritata Maddalena non regge di fronte a tanta cattiveria, irrompe nella sala e rimprovera i presenti allibiti, poi si allontana in lacrime. Blasetti, punto sul vivo dalle accorate parole della donna, rivede il provino e sceglie la piccola Maria. Rientrata a casa stanca e provata Maddalena ha la sorpresa di trovare Alberto e un altro, inviati in gran fretta dal regista, che le propongono il contratto da firmare con un sostanzioso compenso. Questa volta Maddalena non ha dubbi: rifiuta orgogliosamente l'offerta e mette alla porta i due. Meglio recuperare la pace familiare.
|
| La recensione |
Girato nel'51, da un soggetto di Cesare Zavattini, "Bellissima" forse non è il miglior film di Visconti ma ha una notevole importanza nel suo percorso artistico: è un film di transizione che segna il superamento della esperienza neorealistica per orientarsi verso storie melodrammatiche tratte dalla letteratura, per Visconti fonte inesauribile di ispirazione.
La storia di Maddalena, abbagliata dal mito del cinema per fuggire dalla realtà, è qualcosa di più di un'apologo, non proprio benevolo, sul cinema come fabbrica di illusioni. E' emblematica dei rapidi mutamenti sociologici in atto nella società italiana del dopoguerra, di cui Visconti coglie le prime avvisaglie. E' il tema, caro a Pasolini, dell'omologazione culturale: la società cambia perchè i giovani sotto la spinta dei media, cinema e TV, tendono ad assumere mode e comportamenti nuovi ed estranei ai modelli tradizionali della società italiana. Basta pensare ad Alberto Sordi in "Un americano a Roma". "Bellissima" è abbastanza noto al grande pubblico per la presenza di Anna Magnani in uno dei suoi personaggi più riusciti e convincenti.
|
| Il Regista e gli
attori |
Luchino Visconti |
|
Regista , colto e raffinato, dotato di grande talento, autore di film indimenticabili, ha lasciato un'orma indelebile nel cinema italiano. Personaggio scomodo, ancora oggi il giudizio sulle sue opere è controverso e fa ancora discutere, filtrato forse dai pregiudizi sulle sue scelte politiche ed esistenziali: un nobile, erede dei Visconti signori di Milano, comunista ed omosessuale dichiarato, negli anni in cui il giovane Pasolini, per lo stesso motivo, veniva "dimesso" dal Partito Comunista. Nasce a Milano nel 1906 da famiglia nobile che asseconda la precoce inclinazione del giovane Luchino per la musica (studia violoncello), il teatro e la letteratura. Viaggia a lungo, soggiorna in Francia, negli anni del Fronte Popolare, dove frequenta gli intellettuali e matura l'amore per il cinema (fa l'aiuto regista di Jean Renoir). Rientrato in Italia gira nel '42 "Ossessione", tratto dal romanzo di J.Cain "Il postino suona sempre due volte", un film controcorrente che scandalizza i benpensanti e la critica. Dopo la parentisi antifascista il suo contributo al Neorealismo è "La terra trema", un film-documentario sui pescatori di Aci Trezza, ispirato a "I Malavoglia". Presentato a Venezia viene duramente contestato. Prosegue la sua attività alternando il cinema al teatro: porta in scena importanti lavori teatrali come "Un tram che si chiama desiderio", "Morte di un commesso viaggiatore", "Oreste", gira "Bellissima", cura la regia di alcune opere liriche, "La vestale", "La sonnambula", "Anna Bolena", "Ifigenia in Tauride", in cui la protagonista è Maria Callas. Fra il '57 e il '63 gira tre importanti film: "Le notti bianche", Leone d'argento 1957, "Rocco e i suoi fratelli", forse il suo capolavoro, film di grande successo, rozzamente censurato perchè considerato scandaloso in alcune sequenze. "Il Gattopardo", un grande affresco storico tratto dal romanzo di Tommasi di Lampedusa, girato nel '63, chiude il periodo più fertile e felice di Visconti. In seguito gira la cosidetta trilogia germanica "La caduta degli dei", "Ludwig", "Morte a Venezia", dall'omonimo romanzo di T.Mann. E' una specie di testamento spirituale e conferma la predilezione del regista per l'Ottocento e per il melodramma. Anche in questi ultimi film i giudizi sono discordi e alcuni critici li hanno valutati come un'operazione di maniera in cui prevale la ricerca estetica e la perfezione formale, tanto che alcuni detrattori lo chiamavano "Il duca arredatore". L'ultimo film di Visconti è "L'innocente", tratto da "Il piacere" di D'Annunzio. Visconti è morto nel 1976.
Adriano
| |
|