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About a boy

La trama

Will, trentottenne scapolo impenitente convinto che ogni uomo è un'isola che solo per brevi periodi possa essere frequentata da una donna, partecipando ad una seduta di psicoterapia di gruppo per persone sole con figli, fa la scoperta che gli può garantire sesso a volontà per tutti i restanti anni della vita: dedicarsi anima e corpo alla conquista di donne separate o divorziate, meglio se con figli; il segreto è farsi passare come padre premuroso, ovviamente lasciato dalla moglie, di un figlio che non esiste con lo scopo di finire a letto con la ingenua di turno, solo per aver fatto quattro moine ai suoi malcapitati marmocchi. Il successo è garantito, le illuse si lanceranno prima in azzardati paragoni con le loro storie precedenti e poi a capofitto sul fantasioso Will, ricompensandolo, sessualmente, in maniera adeguata. Risultato è di essere mollate il giorno dopo, non prima di aver appreso di essere state da lui ingannate. Quello di Will è un piano diabolicamente semplice, curato in ogni minimo dettaglio visto che al giovanotto certo non manca il tempo da dedicarvi, vivendo di rendita grazie ai proventi di una stucchevole e da lui odiata canzoncina natalizia scritta dal padre e passando le giornate stando seduto sul suo divano davanti alla tv, a guardare sciocchi quiz televisivi, ad ascoltare buona musica, a curare maniacalmente la sua immensa collezione di dvd e poi finire la sera in un raffinato locale notturno o in una sala da biliardo. Ma l'imprevisto, nella vita, è sempre dietro l'angolo; nel caso di Will assume le sembianze di Marcus, ragazzino con notevoli problemi psicologici e familiari, con una madre post hippy, afflitta da una grave forma di depressione. Marcus, con i suoi guai e la sua solitudine, entra prepotentemente nella vita solitaria e superficiale di Will. Che tra i due possa nascere un'amicizia?...

La recensione

Se chi scrive questa recensione si è così dilungato nella trama, vuol dire che il film veramente gli è piaciuto molto. Ebbene sì, lo ammetto, questo About a boy mi ha piacevolmente sorpreso. Confesso di essere entrato in sala con una certa diffidenza e di essermi seduto sulla poltrona con poca convinzione, come se sotto avessi dei carboni ardenti, pronto a fuggire se il film avesse preso una brutta piega; d'altronde i registi di About a boy sono gli stessi del demenziale e per niente apprezzato American Pie, i produttori quelli del sopravvalutato e francamente deludente Diario di Bridget Jones, figuriamoci il pasticcio che ne poteva venir fuori. Ed invece, sorpresa delle sorprese, About a boy è una commedia gradevole, intelligente, raffinata, ironica che invita alla riflessione. "Non assumersi responsabilità", questa è la filosofia del nuovo millennio che sembra accomunare persone di età, sesso e cultura diverse. L'avere figli, l'affrontare una vita di coppia con tutti i litigi e discussioni che un unione riserva, è visto come un peso eccessivo che fa pendere la bilancia verso uno status di single, con il rischio di elevarlo a scelta ideologica, così come, colpevolmente, si è fatto per decenni con il matrimonio. Il punto è che nella vita non si può mai essere eccessivamente sicuri di niente, figuriamoci di convinzioni che si reggono sulle paure di assumersi una qualsiasi responsabilità o su contratti ed istituti benedetti da una fede, vissuta dai più come una fastidiosa imposizione. Basta un'incontro per travolgere ogni certezza e indurci a fare delle scelte che mai ci saremmo sognati di fare. Nel caso di Will la scelta è quella di aiutare Marcus ad inserirsi nella società, ad abbandonare quel modo anacronistico di vestire anni '70 tanto deriso dai suoi compagni di scuola, impostole da una madre eccessivamente rigida, pur nella sua estrema fragilità. Certo tutto prende lo spunto da un patto scellerato tra i due, con Will che per conquistare la bella Rachael chiede la complicità di Marcus, facendolo passare per suo figlio; il risultato sarà superiore alle attese con Marcus che acquisirà tanta fiducia in se stesso da non avere più problemi nel socializzare e con il trentottenne Will che cambierà profondamente, arrivando alla conclusione che un'isola, per poter avere una vita intensamente vissuta, ha bisogno di avere intorno a se non solo un'altra isola ma tante altre che formino un arcipelago. Se la vita da soli non è completa, non lo è neanche quella in coppia o con figli; ognuno di noi ha bisogno di una vita di relazioni, di dare importanza a cose e passioni che solo apparentemente possono sembrare superficiali e che ci permettano di vivere giorno per giorno, impedendoci di sentirci inutili. I miti e leggende (l'eccessiva esaltazione dello status di single o del concetto di matrimonio) è meglio lasciarli al mondo del cinema o alla storia...

Il Regista e gli attori

Chris e Paul Weitz

Complimenti a Chris e Paul Weitz che riescono a girare una commedia, all'apparenza inizialmente banale e frivola ma che poi fa riflettere, suscitando una serie di interrogativi e dubbi, più di tante seriose pellicole; non sbagliano mai uno stacco nel montaggio, non un calo di tensione, favoriti da una solida sceneggiatura che prende spunto da un famoso romanzo di Nick Hornby, uno degli scrittori contemporanei più attenti ai nuovi fenomeni sociali. Certo il pre-finale sembra essere un pò troppo scontato, seppur fantasioso ma che dire di quel melenso finale di Billy Elliot che sporca vergognosamente un film peraltro stupendo?. In About a boy c'è almeno il finale che riscatta abbondantemente il pre-finale, ricomponendo la storia ed i personaggi come un gigantesco puzzle ma con il pregio di non riuscirci, volutamente, del tutto. Semplicemente eccezionale Hugh Grant: un nuovo taglio di capelli che lo rendono seduttore per tutte le stagioni, le solite espressioni di stupore e smarrimento che nascondono, dietro un'aria da finto bravo ragazzo, una autentica faccia di bronzo, stavolta sono al servizio totale della storia. E' certamente il suo film migliore che lo consacra come uno dei migliori attori oggi in circolazione. Bravissimo Nicholas Hoult nella parte di Marcus, bambino disadattato che individua in Will una possibile ancora a cui aggrapparsi per imparare a stare in mezzo agli altri. Argutamente, in una delle prime scene, Marcus, il personaggio da lui interpretato, esterna il suo disappunto per non sapere esprimere compiutamente il suo stato di disagio esistenziale, perchè non ha le stesse doti di attore di Haley Joel Osment, interprete del Sesto senso. Invece Hoult mostra di essere avviato verso una brillante carriera di attore, con la speranza che non si perda per strada com'è successo a tanti altri giovani talenti. Se in questa bella commedia inglese gli interpreti maschili sembrano essere in stato di grazia, ugualmente brave sono le attrici da Toni Collette nella parte della madre post hippy di Marcus a Rachel Weisz in quella di Rachael, fiamma capace di far ardere il cuore (e non solo quello) di quello impenitente scapolone di un Will...

Marzio

La scheda del film

Regia: Chris Weitz, Paul Weitz
Con: Hugh Grant, Toni Collette, Rachel Weisz, Nicholas Hoult.
Distribuzione: Uip
Genere: Commedia
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