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| La trama |
IV secolo A.C., Serse, re dei Persiani, prosegue nel suo grande progetto di creare un immenso, divino impero; ora tocca alla Grecia finire nelle mire espansionistiche del potente sovrano. Purtroppo per i Persiani debbono affrontare gli Spartani, guerrieri tosti, di chiara fama che magari non sanno di politica come gli ateniesi ma sono maestri nell’arte della guerra. Per loro gli Ateniesi e la democrazia da cui sono governati, sono sinonimo di corruzione, figuriamoci se si fanno tentare dalle seducenti sirene di Serse che in cambio di una completa loro sottomissione, promette di fare di Sparta la città più potente dell’intera Grecia. Se poi a capo dell’esercito più organizzato dell’intera Grecia c’è un re come Leonida, coraggioso ed irruento per il quale i suoi uomini non esitano a morire, si capisce che per il persiano non sarà mica facile spuntarla nei confronti di Sparta. Leonida, nonostante il parere contrario di un consigliere non propriamente disinteressato e i presagi negativi dei vecchi sacerdoti lascivi e corrotti, parte con 300 uomini per fermare il poderoso esercito di Serse. Resisterà con coraggio, mettendo in crisi l’immenso esercito nemico, rendendo quasi inutili tutti gli espedienti messi in atto dal potente signore d’oriente, durante una battaglia, combattuta nello stretto delle Termopili che passerà alla storia per una delle più cruente e sanguinose mai combattute. Dal sacrificio di quei 300 l’intera Grecia prenderà esempio per infliggere una dura lezione al tiranno invasore ed alla sua convinzione di discendere direttamente dagli dei.
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| La recensione |
Tratto da una striscia di fumetti di Frank Miller, 300 è un impareggiabile esempio di film a sfondo storico che punta all'intrattenimento allo stato puro, sulla falsariga di quelli un tempo tanto di moda qui da noi. Il regista, Zack Snyder, a più riprese ha dichiarato di essere sempre stato affascinato, in gioventù, dai vecchi peplum e di aver voluto, con questo film, rinverdirne i fasti. E siccome era forte il rischio di imitare Il gladiatore o peggio ancora Troy (film assai poco riuscito), il nostro ha pensato bene di portare sullo schermo un fumetto, rimanendo quanto più fedelmente possibile alle sue atmosfere. Proprio per questo i dialoghi sono semplici ma efficaci ed i personaggi sin troppo eccessivi come nel fumetto d’origine, tanto da apparire delle caricature. Girato in 300 giorni completamente al computer, con un’alternarsi di colori scuri in modo da mettere in evidenza le atmosfere più tipicamente dark e intensi (soprattutto il rosso durante le battaglie), è l’ennesima dimostrazione che il mondo dei fumetti può essere una fonte di felice ispirazione per il cinema moderno, non solo hollywoodiano. A parte quel modo di parlare e di comportarsi eccessivamente retorico proprio dei fumetti, 300 affascina per come è costruito; avvince lo spettatore sino alla fine facendolo partecipe di una vicenda cruenta in cui la violenza non infastidisce, proprio perché, come accade nei fumetti, è inverosimile; infatti da un momento all’altro ti aspetti che l’eroe decapitato si rialzi, si rimetta la testa a posto e si butti nuovamente nella mischia. Va da se che tutte le considerazioni sin qui esposte, valgono a patto che si consideri 300 per quello che è: un fumettone tutto muscoli dove i contendenti, già al decimo min uto di pellicola, se le danno di santa ragione e dove litri di succo di pomodoro invadono lo schermo. Invece se si fa l’errore di considerarlo dal punto di vista politico, si corre il serio rischio di lasciarsi trascinare in inutili, oziose polemiche su come il film possa essere una sorta di manifesto della politica americana in Iraq. A parte le innumerevoli contraddizioni in cui immediatamente si cadrebbe (Leonida comunque combatte per scacciare il persiano invasore), sono così tante le accuse che possono essere rivolte al film, da sembrare chiaro che l’intento del regista era quello di girare una pellicola sì epica ma certamente di valore storico e politico. In tutto il film si vedono pochissime donne e mentre a Sparta dipendono totalmente dai loro uomini, nella Persia di re Serse sono trattate come meretrici. Poi quel re persiano descritto in maniera sin troppo effeminata, sembra fatto apposta per sollevare le polemiche delle più agguerrite organizzazioni gay. Ed il fatto che i Persiani, in nome del loro Dio, siano così crudeli non è il riconoscimento dell’esattezza della teoria di chi prefigura uno scontro di civiltà in corso tra Oriente ed Occidente ?.
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| Il Regista e gli
attori |
Zack Snyder |
Secondo chi scrive nulla di tutto questo c’è in 300; né tanto meno si può accusare il film di razzismo per come i portatori di handicap venivano trattati a Sparta (uccisi sin dalla nascita) o in Persia (mandati in prima linea a morire, dopo essere diventati schiavi di sesso, alcool e droghe varie). Il film è solo un videogioco, forse l’unico esempio di un’opera di questo genere , ben fatta. Alla luce di questo sembrano pretestuose le accuse iraniane al film di aver offeso i valori del mondo islamico e il vietarne la proiezione nel proprio paese. Una volta tanto, di fronte ad un film che dichiaratamente si rifà al vecchio cinema di serie B di una volta, si dovrebbe evitare di cadere nella trappola della politica e delle polemiche ad ogni costo. 300 non vuol essere una pellicola storicamente verosimile né politico ma un filmetto ben fatto ed ottimamente girato che riconcilia con quel cinema di intrattenimento, troppo spesso deludente in questi ultimi anni.
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